ER, commissione Bibbiano. no di Fratelli d’Italia alla relazione PD “documento carente e assolutorio”

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Oggi in Aula il gruppo di Fratelli d’Italia ha espresso “un fermo NO alla relazione confezionata dalla maggioranza PD al termine dei lavori della Commissione d’Inchiesta sui fatti di Bibbiano e sul sistema di tutela dei minori in Emilia-Romagna”.

Il consigliere regionale Giancarlo Tagliaferri (FDI), primo firmatario del documento presentato dall’opposizione di centro-destra, ritiene che “il documento elaborato dall’Ufficio di Presidenza, ovvero dalla maggioranza PD – 5Stelle sia fortemente carente, e per certi versi anche assolutorio: una relazione che tende a minimizzare l’accaduto, tesa solo a dare una versione di comodo per salvare la faccia al PD e ai suoi amministratori, e non ad accertare la verità”.

“Non è credibile, come vorrebbe farci credere la relazione di maggioranza, che tutta la responsabilità stia in capo a qualche dipendente, forse infedele, che si era inventato una sperimentazione fai da te presso il Centro La Cura di Bibbiano, e che nessun altro sapeva, nessun altro aveva responsabilità.

Questa storiella non regge”.

“Fratelli d’Italia – continua il consigliere Tagliaferri – come espresso più volte su base documentale durante le audizioni, ritiene che a Bibbiano si sia agito a livello sperimentale violando la legge regionale, l’AUSL ne era a conoscenza, e con lei la Regione. Vari esponenti del PD hanno sponsorizzato questo progetto proponendolo come un’eccellenza. Tutti sapevano, ma oggi nessuno se ne ricorda”.

“Alla magistratura spetterà appurare le eventuali responsabilità personali in sede penale – prosegue Giancarlo Tagliaferri – ma questa è una sede politica ed in questa sede è questo tipo di responsabilità che va appurata e censurata”.

“Per tali motivi – conclude il consigliere di Fratelli d’Italia – oggi in Aula abbiamo ritenuto di esprimere un voto negativo e abbiamo presentato un documento nuovo, ottanta pagine di controrelazione sottoscritta da tutti i consiglieri del centrodestra. Altri passi occorrono per fare piena luce sulla vicenda e garantire un minimo di giustizia alle famiglie che hanno vissuto esperienze tanto drammatiche”.