INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA
premesso che:
- negli ultimi anni si è assistito, anche in Emilia-Romagna, a un incremento significativo
delle aggressioni, fisiche e verbali, ai danni degli operatori sanitari, incluso il personale
medico-veterinario; - il fenomeno ha assunto particolare rilievo nel caso riportato dalla stampa locale in data
7 agosto 2025 e avvenuto presso l’Ospedale Veterinario Farnesiana di Piacenza, dove
un veterinario è stato fisicamente aggredito dalla proprietaria di un animale
domestico, al punto da rendere necessario l’intervento delle forze dell’ordine; - la direttrice sanitaria della struttura, Dott.ssa , ha dichiarato che negli
ultimi anni, e in particolare nel periodo post-pandemico, si sono moltiplicati
episodi di violenza verbale, minacce e comportamenti aggressivi da parte dei
proprietari di animali, rendendo l’ambiente di lavoro sempre più insicuro e complesso
da gestire; - come riportato dagli organi di stampa, le misure adottate in via precauzionale
comprendono l’avviso al pubblico circa la rilevanza penale di insulti e aggressioni,
l’implementazione della vigilanza privata e l’organizzazione di turni che evitino di
lasciare da soli gli operatori nelle fasce notturne.
considerato che:
- simili episodi non possono essere liquidati come eccezioni, bensì rientrano in un più
ampio quadro di fragilità sociale ed emotiva, aggravata dagli effetti della pandemia, - dal mutato rapporto uomo-animale e da un crescente senso di disorientamento e
sfiducia nei confronti delle istituzioni sanitarie e veterinarie; - come spiegato anche da professionisti del settore e da psicologi, si registra un
aumento generalizzato dell’aggressività relazionale, legata a fattori emotivi,
psicologici e culturali: il veterinario, come altri operatori sanitari, rischia di diventare
un capro espiatorio; - le situazioni di emergenza, come i pronto soccorso veterinari, sono particolarmente
esposti a tali episodi, come confermato da altri operatori della provincia di Piacenza
(Cerpa, Chiappelloni-Lunati, ecc.);
rilevato inoltre che:
a livello nazionale il Governo ha dimostrato grande attenzione verso il tema della
sicurezza degli operatori sanitari, prevedendo tra l’altro:
- l’istituzione dell’Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni
sanitarie e sociosanitarie (Legge 113/2020); - l’introduzione di norme penali più severe per chi aggredisce il personale sanitario
(fino a 16 anni di carcere in caso di lesioni gravi); - la promozione di polizze assicurative per gli atti intimidatori, come quella attivata
per i veterinari tramite l’Enpav, a partire dal 1° luglio 2025; - finanziamenti destinati al potenziamento della sicurezza nelle strutture sanitarie
pubbliche; - il Governo nazionale ha inoltre sostenuto con convinzione il benessere animale e la
tutela dei veterinari, riconoscendo pienamente il valore del loro ruolo e favorendo
l’adozione di misure concrete di prevenzione e contrasto della violenza;
interroga la Giunta per sapere:
- quali azioni intenda mettere in campo la Regione Emilia-Romagna per tutelare
l’incolumità fisica e psicologica dei medici veterinari e del personale delle strutture sanitarie veterinarie pubbliche e accreditate, alla luce dell’aumento di episodi di
violenza e intimidazione, documentati anche nel territorio piacentino; - se la Giunta intenda avviare, in collaborazione con le Ausl e gli Ordini professionali,
campagne informative e formative rivolte alla cittadinanza, volte a sensibilizzare sulla
responsabilità civile e penale di certi comportamenti e a promuovere il rispetto verso
gli operatori sanitari; - se siano previste, o in fase di attivazione, forme di sostegno alla sicurezza attiva e
passiva (videosorveglianza, vigilanza privata, dispositivi di allarme, formazione al
personale) presso le strutture sanitarie veterinarie e in che misura la Regione supporti
tali investimenti; - se esista un sistema di raccolta dati e monitoraggio degli episodi di aggressione verso
il personale veterinario sul territorio regionale, e se tali dati vengano messi a
disposizione degli organismi competenti; - se la Regione Emilia-Romagna, al netto delle competenze statali, non ritenga
opportuno assumere una posizione chiara e proattiva, evitando di scaricare
interamente sul Governo centrale la responsabilità della sicurezza nei presìdi sanitari e
veterinari; - se la Giunta ritenga opportuno istituire, in sede regionale, un tavolo permanente con
gli Ordini professionali, le Ausl, i sindacati di categoria e le associazioni di protezione
animale, per affrontare strutturalmente il tema del benessere degli animali e della
sicurezza degli operatori.
Documento integrale: https://wwwservizi.regione.emilia-romagna.it/oggetti/doc/XII/OGPG2025023134.pdf
