INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA
premesso che:
- la carenza di medici di medicina generale (MMG) e di specialisti in alcune discipline
strategiche rappresenta, da anni, una criticità strutturale per il Servizio sanitario
regionale, con conseguenze dirette sulla qualità e sulla continuità dell’assistenza ai
cittadini; - l’articolo pubblicato dalla stampa locale in data 8 agosto 2025 fotografa una situazione
particolarmente grave nella provincia di Piacenza: su 113 posti vacanti di medici di
base, solo 1 è stato coperto, con un rapporto medio di oltre 1.800 pazienti per
medico, contro il limite di 1.000 assistiti per professionista che vigeva fino a pochi anni
fa; - lo stesso articolo evidenzia come in Emilia-Romagna siano stati assegnati soltanto 220
posti su 1.427 vacanti, con un “buco” di 1.207 medici, pari all’85% di scopertura, e con
le assegnazioni concentrate prevalentemente nei centri urbani più ambiti, lasciando
scoperte vaste aree provinciali e appenniniche; - già in precedenti atti ispettivi (interrogazioni e question time) presentati dal
sottoscritto, sono state sollevate problematiche analoghe relative:
alla progressiva riduzione del numero di MMG e pediatri di libera scelta,
alla difficoltà di reperire medici di guardia e personale per la continuità assistenziale,
agli effetti negativi della riforma del “ruolo unico dell’assistenza primaria” introdotta - senza adeguata pianificazione territoriale, alle criticità nel reclutamento per la medicina d’urgenza e per specialità chirurgiche come ortopedia, urologia e chirurgia vascolare; la testimonianza raccolta nell’articolo da parte di pazienti cronici e di professionisti MMG descrive situazioni di sovraccarico lavorativo, aumento della burocrazia, difficoltà di reperibilità, aggressioni verbali e rischio di perdita del rapporto fiduciario medico-paziente;
- lo stesso Ordine dei Medici di Piacenza, per voce del presidente, ha ricordato come la
situazione fosse prevedibile sin dal 2010, quando i dati previdenziali già indicavano un
alto numero di prossimi pensionamenti senza un adeguato turnover.
considerato che:
- la Regione Emilia-Romagna ha competenza diretta nella programmazione sanitaria
territoriale e nella definizione dei piani di fabbisogno del personale convenzionato;
la copertura così bassa delle aree carenti mina la tenuta della medicina di prossimità e
rischia di aumentare il ricorso improprio a pronto soccorso e guardia medica, con
conseguente aggravio per il sistema sanitario; - la distribuzione squilibrata degli incarichi, concentrata nei centri urbani, lascia interi
territori scoperti, in particolare quelli montani e periferici, già penalizzati nella
fruizione dei servizi; - le stesse criticità erano state già segnalate in atti ispettivi presentati dal sottoscritto nei
mesi scorsi, rimasti senza risposta risolutiva, tra cui: interrogazioni sulla carenza di
MMG in Val Trebbia, Val Nure e Val d’Arda, sul sovraccarico dei CAU e sulla necessità di
incentivi per la permanenza dei medici nelle aree disagiate.
tutto ciò premesso e considerato,
interroga la Giunta per sapere:
- quali siano i motivi della percentuale estremamente bassa (15,4%) di copertura delle
aree carenti di MMG in Emilia-Romagna e, nello specifico, nella provincia di Piacenza;
se sia stata effettuata una valutazione dell’impatto della riforma del “ruolo unico
dell’assistenza primaria” sulla capacità di attrarre medici di base nei territori più fragili - quali misure urgenti intenda adottare la Regione per incentivare l’assegnazione e la
permanenza di MMG nelle aree provinciali e montane, anche attraverso indennità
aggiuntive, agevolazioni logistiche e semplificazioni burocratiche; - se ritenga di dover rivedere i criteri di assegnazione delle aree carenti, garantendo una
distribuzione più equilibrata e un presidio stabile in ogni distretto sanitario;
se sia stato predisposto un piano di collaborazione con le Università e le Scuole di
specializzazione per aumentare il numero di medici formati e attratti verso la medicina
generale e le discipline ospedaliere in maggiore sofferenza; - quali azioni siano previste per garantire la continuità assistenziale ai pazienti cronici e
fragili privi di un MMG di riferimento, onde evitare la discontinuità terapeutica.
Documento integrale: https://wwwservizi.regione.emilia-romagna.it/oggetti/doc/XII/OGPG2025023336.pdf

