ERP, Tagliaferri (FdI): “La Regione non sa nemmeno quanti affitti non incassa. Paglia ammette il buco informativo: servono trasparenza e controllo”

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“Cinquemila alloggi pubblici inutilizzati, nessun piano per coprire i canoni non riscossi. La Giunta si rifugia nei dati vecchi e lascia soli i Comuni”

“La risposta dell’assessore Paglia alla mia interrogazione conferma, purtroppo, quanto Fratelli d’Italia denuncia da mesi: la Regione Emilia-Romagna non conosce i propri numeri sull’edilizia residenziale pubblica. Un dato sconcertante per un sistema che gestisce oltre 54mila alloggi e incide direttamente sul diritto alla casa di migliaia di famiglie.”

Così Giancarlo Tagliaferri, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, dopo aver depositato una nuova interrogazione in Assemblea legislativa per chiedere conto delle gravi lacune amministrative emerse nella risposta dell’assessore Paglia.

“Nel documento ufficiale – spiega Tagliaferri – la Giunta ammette testualmente che ‘la Regione non dispone del valore dei canoni ERP non riscossi’, perché l’Osservatorio regionale non li raccoglie.

Tradotto: nessuno sa quanti soldi mancano all’appello, né quante famiglie sono in morosità o in difficoltà strutturale.
Un’ammissione che svela la totale assenza di governance e controllo, con il rischio di compromettere la sostenibilità dell’intero sistema ACER.”

Secondo i dati forniti dallo stesso Assessore, su 54.955 alloggi ERP5.403 risultano liberi e non assegnabili, di cui oltre 3.000 costruiti prima del 1971.“Una fotografia drammatica – commenta Tagliaferri – che certifica la vetustà del patrimonio pubblico e la lentezza degli interventi di recupero. La Regione parla di piani da 300 milioni, ma senza tempi, criteri o priorità chiare: una promessa che sa di propaganda.”

Il consigliere di Fratelli d’Italia sottolinea poi un altro punto critico:

“L’Assessore riconosce che non esiste nemmeno un piano per coprire il cosiddetto ‘valore sociale’, cioè la differenza tra i canoni che dovrebbero essere incassati e quelli effettivamente percepiti — oltre 60 milioni di euro l’anno che oggi restano senza copertura.
In pratica, chi gestisce le case popolari viene lasciato solo ad assorbire il buco finanziario.”

Tagliaferri chiede inoltre chiarezza e trasparenza sulle nomine nei CdA delle ACER provinciali, in particolare a Reggio Emilia, dove “non risultano bandi pubblici né verifiche di incompatibilità: un metodo politico che alimenta opacità e sfiducia”.

“La Giunta – conclude Tagliaferri – non può limitarsi a dire ‘non abbiamo i dati’.

Serve un cruscotto ERP regionale pubblico, aggiornato e accessibile, che mostri morosità, alloggi vuoti, canoni effettivi e interventi realizzati.
Le famiglie chiedono risposte e i Comuni strumenti concreti, non tabelle vecchie e piani futuri da campagna elettorale.”