“Il Governo stanzia 60 milioni, ma la Regione litiga sui criteri. La propaganda non paga: servono dati, trasparenza e regole uguali per tutti”
“La risposta dell’assessore Isabella Conti è un esercizio di autocelebrazione che non scioglie i nodi reali: le disparità tra territori restano, la trasparenza nei criteri di riparto è tutt’altro che chiara e le famiglie continuano a segnalare difficoltà di accesso al contributo per i centri estivi.”È quanto dichiarano Giancarlo Tagliaferri, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, e Marta Evangelisti, Presidente del Gruppo di Fratelli d’Italia in Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, commentando la risposta dell’Assessore al Welfare e Scuola alla loro interrogazione n. 1116/2025.
“Il Governo fa la sua parte, la Regione no”
«Il Governo nazionale – ricordano Tagliaferri ed Evangelisti – ha stanziato 60 milioni di euro per i centri estivi 2025 attraverso il Dipartimento per le Politiche della Famiglia, confermando la volontà di stabilizzare i fondi e rafforzare la conciliazione vita-lavoro, come ribadito anche dalla Premier Giorgia Meloni e dal Ministro per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità».«Di fronte a questa scelta chiara del Governo – proseguono – la Regione Emilia-Romagna si limita a elencare cifre e percentuali senza fornire un quadro reale di come le risorse siano distribuite e utilizzate. Mancano ancora dati per provincia e Comune, e il nuovo criterio di riparto introdotto con la DGR 428/2025 non basta a correggere gli squilibri territoriali che penalizzano le famiglie delle province più piccole o periferiche».
“Conti parla di successi, ma i Comuni lamentano ritardi e confusione”
Secondo i due consiglieri di Fratelli d’Italia, «le parole dell’Assessore Conti contrastano con quanto riportato negli ultimi giorni dagli organi di stampa: diversi Comuni dell’Emilia-Romagna hanno segnalato ritardi nell’assegnazione dei fondi, difficoltà di coordinamento e incertezza sui tempi di erogazione.
Mentre la Giunta regionale si compiace dei propri record di spesa, le famiglie attendono ancora l’accredito dei contributi, e i gestori dei centri estivi lamentano procedure macchinose e mancanza di chiarezza.»
Gli articoli pubblicati su testate come Libertà, Il Resto del Carlino e Corriere di Bologna – sottolineano Tagliaferri ed Evangelisti – “hanno dato voce ai genitori e agli amministratori locali, confermando che la distanza tra la narrazione politica e la realtà quotidiana è ormai evidente”.
“Serve un cambio di passo: meno annunci, più coordinamento con Roma”
Tagliaferri ed Evangelisti invitano la Giunta regionale a «passare dagli annunci ai fatti», chiedendo:
- la pubblicazione immediata dei dati provinciali e comunali sui beneficiari e sulle risorse effettivamente erogate;
- l’attivazione di un tavolo tecnico con ANCI e Prefetture per uniformare criteri e procedure, riducendo la burocrazia;
- il coordinamento pieno con i fondi nazionali previsti dal Bonus Centri Estivi INPS e dal Family Act, per evitare sovrapposizioni e disuguaglianze di accesso.
“La Regione non può limitarsi a vantarsi di spendere di più: deve spendere meglio e in modo equo – concludono Tagliaferri ed Evangelisti –.
Il Governo nazionale ha dato l’esempio con risorse stabili e criteri chiari; ora spetta alla Regione adeguarsi, smettendo di usare i centri estivi come palcoscenico propagandistico.”
