Tagliaferri (FdI): “Casa della Salute di Lugagnano bloccata da un pignoramento. Interrogazione urgente in Regione”

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“Quello che emerge oggi è gravissimo: la Casa della Salute di Lugagnano è bloccata non per un ritardo tecnico, ma perché l’impresa incaricata è coinvolta in un pignoramento giudiziario. L’AUSL ne era perfettamente a conoscenza, ma per mesi i cittadini non sono stati informati. È una situazione imbarazzante che dimostra, ancora una volta, che la governance regionale della sanità ha fallito”

Lo afferma Giancarlo Tagliaferri, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, che ha presentato un’interrogazione urgente alla Giunta.

 Un pignoramento che paralizza l’intero cantiere

Come riportato dalla stampa locale, la ditta è stata raggiunta da un pignoramento presso terzi disposto dal Tribunale di Napoli Nord. Una vicenda che, secondo l’AUSL stessa, potrebbe “avere ripercussioni sull’avanzamento dei lavori e sulla gestione finanziaria dell’appalto”. Risultato: i lavori non sono mai nemmeno iniziati, nonostante la consegna formale sia avvenuta lo scorso 28 luglio.

Un cronoprogramma irrealistico e la certezza del ritardo PNRR.

L’impresa ha presentato un cronoprogramma di 13 mesi, ma solo se il pignoramento si risolvesse entro il 2025. Un’ipotesi del tutto irrealistica. “È evidente – sottolinea Tagliaferri – che la scadenza PNRR del 2026 non sarà mai rispettata. E questo significa che il finanziamento è a forte rischio.” A riprova del totale immobilismo, in consiglio comunale è stato segnalato che non esiste nemmeno il cartello di cantiere, obbligatorio per legge.

 Servizi sanitari non garantiti

“Nel frattempo – prosegue Tagliaferri – i cittadini dell’Alta Val d’Arda restano privi dei servizi sanitari di prossimità che dovrebbero essere erogati proprio dalla Casa della Salute. Non possiamo accettare che un territorio già fragile paghi l’inerzia dell’AUSL e della Regione.”

La responsabilità politica

“La governance dell’AUSL di Piacenza – ricorda Tagliaferri – è nominata e diretta dalla Regione Emilia-Romagna. Se l’impresa non era idonea, se le verifiche non sono state fatte, se i lavori non partono, la responsabilità è della Giunta regionale.”

Porta Borghetto: l’altro cantiere fermo

Il caso Lugagnano si somma a quello di Porta Borghetto, fermo al 43%, con il contratto risolto per gravi inadempienze e con stipendi degli operai anticipati dal Comune. “Due cantieri PNRR, due fallimenti – conclude Tagliaferri –. La Regione dia risposte e si assuma le sue responsabilità.”