“Medici di base, Tagliaferri (FdI): dati incompleti e non comparabili. La Regione chiarisca il fabbisogno reale provincia per provincia”

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“Interrogazione alla Giunta dopo l’accesso agli atti: “Zone carenti bandite non bastano, servono numeri veri su fabbisogno, dimissioni e impatto dei nuovi contratti RUAP”

La carenza di medici di medicina generale in Emilia-Romagna finisce di nuovo al centro dell’attenzione dell’Assemblea legislativa.

Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Giancarlo Tagliaferri ha presentato un’interrogazione a risposta scritta alla Giunta dopo aver ricevuto, tramite accesso agli atti, i dati dalla Direzione generale “Cura della persona, salute e welfare” relativi a zone carenti, dimissioni e rinunce agli incarichi di medico di base.

Dalla documentazione emerge che per il 2025 le Aziende Usl hanno bandito zone carenti di medici di medicina generale pari a: Piacenza 113, Parma 144, Reggio Emilia 203, Modena 267, Bologna 242, Imola 34, Ferrara 105, Romagna 319.

Nel periodo gennaio 2024 – novembre 2025 sono state registrate dimissioni volontarie e rinunce all’incarico di medico di medicina generale pari a: Piacenza 13, Parma 12, Reggio Emilia 58, Modena 37, Bologna 60, Imola 8, Ferrara 26, Romagna 77.

“Questi numeri – osserva Tagliaferri – confermano una situazione di grande pressione sul sistema delle cure primarie, ma la stessa Direzione generale precisa che le cifre si riferiscono solo alle zone carenti bandite e non al reale fabbisogno di medici sul territorio. Inoltre viene scritto nero su bianco che non è possibile confrontare il numero di medici previsti per il 2024 con quelli del 2025 per via del passaggio al ruolo unico RUAP. In pratica – sottolinea – la Regione fornisce dati che non consentono una lettura completa dell’evoluzione del problema”.

Per il consigliere di Fratelli d’Italia la criticità è duplice: “Da un lato – spiega – non conosciamo la percentuale di scopertura reale per ogni provincia, dall’altro non abbiamo alcuna valutazione sull’impatto che i nuovi modelli contrattuali e organizzativi hanno sulla sostenibilità della professione e sulla scelta dei giovani medici. Nella risposta, infatti, ci si limita a ricordare l’applicazione dell’ACN 2024 e la creazione di RUAP, Aft e UCCP, ma si dice solo che ‘non risultano rinunce legate a tali condizioni contrattuali’, senza entrare nel merito dell’attrattività del sistema”.

Particolare attenzione è posta su Piacenza, che presenta un numero significativo sia di zone carenti bandite sia di dimissioni, in proporzione alla dimensione del territorio. “Piacenza – afferma Tagliaferri – è un caso emblematico: territorio di confine, con aree montane e rurali, che rischia di pagare più di altri le scelte organizzative sbagliate. La Regione deve spiegare quali strumenti straordinari intenda mettere in campo per non lasciare i nostri cittadini senza medico di base”.

Con l’interrogazione il consigliere chiede alla Giunta di indicare il fabbisogno effettivo di medici di medicina generale per provincia, il tasso di copertura reale, le misure previste per i territori più in sofferenza – in particolare montagna e aree periferiche – e le azioni per ridurre dimissioni e abbandoni.

“Non ci accontentiamo di tabelle parziali – conclude Tagliaferri –. La Giunta deve assumersi la responsabilità politica di dire se il sistema regge oppure no, e di spiegare come intende garantire ai cittadini emiliano-romagnoli, da Piacenza alla Romagna, un medico di famiglia vicino e raggiungibile.”