«Sull’accordo UE–Mercosur non bastano annunci e slogan: serve chiarezza, servono garanzie concrete e soprattutto servono controlli veri. Perché a pagare il prezzo di scelte affrettate rischiano di essere le imprese agricole e zootecniche che rispettano le regole, investono sulla qualità e tengono in piedi la filiera agroalimentare dell’Emilia-Romagna»
Lo dichiarano Marta Evangelisti, Presidente del Gruppo Fratelli d’Italia in Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, e Giancarlo Tagliaferri, consigliere regionale Fratelli d’Italia, eletto a Piacenza e provincia, annunciando il deposito di un’interrogazione a risposta scritta rivolta alla Giunta regionale.
«L’Emilia-Romagna – sottolineano Evangelisti e Tagliaferri – è una Regione a fortissima vocazione agricola e agroindustriale. E territori come Piacenza e la sua provincia hanno un peso determinante su zootecnia, trasformazione e filiere di qualità. Per questo chiediamo alla Regione di dire, con atti ufficiali e numeri, quali impatti prevede e quali strumenti intende mettere in campo».
Nell’atto ispettivo i consiglieri chiedono alla Giunta se siano stati predisposti o richiesti dossier e valutazioni tecniche sui possibili effetti dell’accordo su filiere come carni, lattiero-caseario, cereali, ortofrutta e trasformati, e se siano state stimate ricadute su prezzi alla produzione e competitività delle imprese regionali.
«Il punto politico e tecnico – aggiungono – è semplice: non può esistere apertura commerciale senza reciprocità degli standard. Chi produce in Europa rispetta norme severe su sicurezza alimentare, ambiente, benessere animale e tracciabilità. Se l’importazione avviene da sistemi dove i vincoli sono diversi o i controlli non sono equivalenti, il rischio è una concorrenza che non è più competizione, ma penalizzazione strutturale delle nostre imprese».
Evangelisti e Tagliaferri richiamano inoltre le osservazioni espresse da esponenti e parlamentari di Fratelli d’Italia e dal Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, che ha ribadito l’esigenza di garantire tutela reale alle filiere italiane attraverso controlli effettivi, reciprocità e strumenti di salvaguardia.
«Chiediamo alla Regione – concludono – quali posizioni intenda sostenere nelle sedi di confronto con il Governo e in Conferenza Stato-Regioni e quali misure regionali voglia attivare per difendere le imprese: dalla tracciabilità al sostegno alla qualità, dalla promozione ai bandi per rafforzare la competitività. Perché l’agroalimentare emiliano-romagnolo non si difende con le parole: si difende con scelte e strumenti concreti».
