Mercosur, Tagliaferri–Maloberti (FdI): “Sì al commercio, ma solo con regole uguali e tutele vere per gli agricoltori”

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«L’accordo UE–Mercosur non va giudicato con slogan ideologici, ma sulla base di un principio chiaro: non può esistere libero commercio se non ci sono regole uguali per tutti»

 

Lo dichiarano Giancarlo Tagliaferri, consigliere regionale di Fratelli d’Italia in Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, e Giampaolo Maloberti, consigliere comunale di Rivergaro (PC) ed esponente di Fratelli d’Italia, intervenendo sul dibattito relativo all’accordo commerciale tra Unione Europea e Mercosur.

 

«Le preoccupazioni degli agricoltori sono legittime – spiegano – perché il rischio è mettere in concorrenza diretta le nostre imprese con produzioni realizzate in Paesi dove non valgono gli stessi standard su fitofarmaci, antibiotici, benessere animale e tracciabilità. Non è protezionismo: è difesa del lavoro, della qualità e della sicurezza alimentare».

Fratelli d’Italia ribadisce una linea netta: sì al commercio e all’export, ma solo a condizione di una reciprocità reale.

«L’accordo – proseguono Tagliaferri e Maloberti – non è buono o cattivo a prescindere. È un dossier che va governato con clausole di salvaguardia rapide, controlli doganali veri e risorse concrete per i settori eventualmente colpiti».

Rispetto alla versione iniziale dell’intesa, Fratelli d’Italia evidenzia alcuni miglioramenti ottenuti anche grazie alla posizione dell’Italia:

clausole di salvaguardia più rapide, attivabili anche da un singolo Stato membro; rafforzamento dei controlli alle frontiere; un fondo da 6,3 miliardi di euro per sostenere i comparti in difficoltà; norme più stringenti su antibiotici e pesticidi vietati in Europa; impegno a una PAC forte e senza tagli, con maggiori risorse per l’Italia.

«In Emilia-Romagna – sottolineano – la partita è ancora più delicata: qui la DOP Economy non è solo produzione, ma un sistema che unisce agricoltura, trasformazione, consorzi, turismo e occupazione. Indebolire queste filiere significherebbe colpire il cuore della nostra Food Valley».

«C’è chi oggi prova a fare propaganda sul Mercosur – concludono – ma agli agricoltori non servono paladini dell’ultima ora. Servono condizioni scritte, controlli reali e sostegni veri. Difendere l’agricoltura non è urlare più forte: è ottenere risultati concreti».