«Leggo con interesse l’agenzia stampa che celebra l’approvazione della risoluzione di maggioranza come un atto “lungimirante”. Temo però che si stia scambiando la visione per il rinvio e l’ambizione per la rinuncia a decidere».
Così Giancarlo Tagliaferri, consigliere regionale di Fratelli d’Italia in Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, replica alla nota diffusa sull’approvazione della risoluzione PD e sulla bocciatura dell’atto presentato dal Gruppo FdI.
DUE RISOLUZIONI, DUE IDEE DI RESPONSABILITÀ
«La differenza tra le due risoluzioni è molto semplice – chiarisce Tagliaferri –
la nostra chiedeva alla Regione di fare la propria parte, qui e ora, nel rispetto delle competenze ma senza nascondersi dietro di esse.
Quella della maggioranza chiede alla Regione di chiedere ad altri di fare, in un tempo indefinito e lungo, attraverso passaggi nazionali, programmi triennali, comitati futuri e conferenze».
LA COMPETENZA “ZERO” È UN ALIBI POLITICO
«Sentire dire che la competenza della Regione sarebbe “zero” sull’intitolazione di uno spazio pubblico è formalmente corretto, ma politicamente fuorviante. Le risoluzioni non sono atti amministrativi: sono atti di indirizzo politico. Se la Regione rinuncia anche a orientare, a sollecitare, a esercitare autorevolezza istituzionale, allora il problema non è la competenza: è la volontà politica».
UN ATTO DEPOSITATO A SETTEMBRE, DISCUSSO A FEBBRAIO
«La mia risoluzione è stata depositata a settembre – ricorda Tagliaferri – sono trascorsi mesi senza che l’Assemblea assumesse una posizione chiara.
Questo tempo non è neutro: ha trasformato un gesto sobrio e immediato in una discussione diluita, fino a svuotarne il significato. Ed è esattamente ciò che intendo quando parlo di responsabilità mancata».
NON È UNA GARA TRA MEMORIA LOCALE E VISIONE NAZIONALE
«Nessuno ha mai messo in discussione un possibile riconoscimento nazionale di Giorgio Armani – sottolinea – ma un percorso nazionale serio nasce sempre da un atto chiaro delle istituzioni territoriali.
Senza una decisione regionale, la dimensione nazionale rischia di restare una dichiarazione di intenti, non una scelta concreta».
INTITOLARE NON È UN GESTO MINORE
«Si continua a raccontare l’intitolazione di una via o di una piazza come un gesto “minore”.
È un errore culturale prima ancora che politico.
Un’intitolazione fatta bene, in un luogo significativo, con il coinvolgimento delle istituzioni e della comunità, è un atto identitario, duraturo, non effimero.
Esattamente il contrario di ciò che viene spesso imputato alla nostra proposta».
«La maggioranza parla di futuro, ma ha evitato accuratamente il presente. Parla di visione, ma ha rinunciato a decidere.
Si dirà che si è “guardato avanti”. In realtà, si è guardato altrove. Giorgio Armani continuerà a essere ricordato nel mondo. Resta da capire se questa Assemblea, oggi, voleva davvero essere all’altezza di quel nome».
