«La riapertura del ponte sul Nure entro metà marzo e la conferma delle fermate ferroviarie a Cadeo e Pontenure fino al termine dell’anno scolastico sono notizie positive, che vanno nella direzione giusta. Ma sarebbe scorretto trasformare una gestione obbligata dell’emergenza in un successo politico costruito a tavolino».
Lo dichiara Giancarlo Tagliaferri, consigliere regionale di Fratelli d’Italia in Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, replicando alle dichiarazioni del consigliere regionale del Partito Democratico Lodovico Albasi.
LE SOLUZIONI NASCONO DA UN PROBLEMA, NON DA UNA VISIONE
«Il potenziamento del servizio ferroviario – sottolinea Tagliaferri – non nasce da una strategia regionale sulla mobilità, ma dalla chiusura del ponte sul Nure e dai disagi enormi subiti da cittadini, studenti e lavoratori lungo la Via Emilia.
Senza quell’emergenza, senza le pressioni dei sindaci, dei pendolari e dei comitati locali, oggi non staremmo parlando di 30 fermate, né di 27 fermate “stabilizzate”».
BENE LA CONFERMA, ORA SERVONO IMPEGNI STRUTTURALI
«Accogliamo positivamente la conferma delle fermate fino a giugno e il mantenimento di 27 corse dopo la riapertura del ponte – prosegue – ma non può essere raccontata come una conquista definitiva.
Ora la Regione deve assumersi un impegno chiaro e verificabile:
• sul mantenimento nel tempo delle fermate,
• sull’accessibilità reale delle stazioni, in particolare a Cadeo,
• sulla qualità del servizio per studenti e lavoratori.
Perché i numeri citati oggi non possono diventare domani un pretesto per tornare indietro».
IL TERRITORIO HA SPINTO, LA REGIONE HA INSEGUITO
«Si parla di dialogo con i cittadini – osserva Tagliaferri – ma la verità è che il territorio ha spinto forte e la Regione ha inseguito. Le oltre 2.000 firme raccolte, le prese di posizione dei sindaci, le sollecitazioni continue hanno avuto un ruolo determinante. Riconoscerlo non sminuisce il risultato: lo rende semplicemente onesto».
ATTENZIONE A NON CONFONDERE EMERGENZA E PROGRAMMAZIONE
«Questa vicenda dimostra una cosa molto semplice – conclude il consigliere di Fratelli d’Italia –: quando si investe davvero nel trasporto ferroviario, l’utenza cresce. Ma dimostra anche che la Regione interviene solo quando è costretta dagli eventi, non quando pianifica per tempo.
Oggi va bene la conferma delle fermate. Domani però non si potrà dire che è tutto risolto, né tantomeno che fosse tutto previsto. Perché tra una gestione dell’emergenza e una politica strutturale della mobilità c’è una differenza sostanziale. Ed è una differenza che i cittadini conoscono molto bene».
