«Barriere UE e incertezza globale pesano sulle filiere produttive. Piacenza territorio esposto, servono dati e scelte chiare»
La paralisi del sistema multilaterale degli scambi, le crescenti barriere interne all’Unione europea e un quadro macroeconomico fragile stanno producendo effetti concreti sull’economia reale e sui territori più esposti all’export. Su questi temi il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Giancarlo Tagliaferri ha depositato un’interrogazione a risposta scritta alla Giunta dell’Emilia-Romagna.
«Secondo stime ufficiali della Commissione europea – sottolinea Tagliaferri – le sole barriere amministrative e normative interne al mercato unico generano costi per circa 150 miliardi di euro l’anno a carico delle imprese. Un peso che ricade in modo sproporzionato sulle PMI e sui territori non metropolitani».
L’Emilia-Romagna, tra le prime regioni italiane per manifattura ed export, risulta particolarmente esposta a queste dinamiche. «All’interno della regione – evidenzia il consigliere – Piacenza rappresenta un nodo logistico e produttivo strategico, con filiere agro-alimentari, manifatturiere e meccaniche fortemente interconnesse ai mercati internazionali. L’assenza di regole multilaterali efficaci e la frammentazione normativa europea amplificano le criticità».
Tagliaferri richiama anche il quadro macroeconomico: «Le stime ufficiali indicano una crescita contenuta per il 2026, sostenuta soprattutto dalla domanda interna e dal PNRR, in un contesto internazionale segnato da instabilità geopolitica e tensioni commerciali. È evidente che, senza una strategia di tutela della competitività, i territori più esposti rischiano di pagare il prezzo più alto».
Nell’interrogazione viene inoltre posto l’accento sugli effetti delle politiche europee in materia di Green Deal, automotive e accordi commerciali internazionali, che stanno incidendo direttamente sulle filiere produttive regionali. «In sede parlamentare nazionale – osserva Tagliaferri – è emersa con chiarezza la necessità di affiancare agli obiettivi di transizione e apertura commerciale strumenti concreti di accompagnamento, neutralità tecnologica e difesa dell’industria europea».
«Alla Regione – conclude – chiediamo non dichiarazioni di principio, ma una mappatura aggiornata e comparativa dell’impatto delle barriere UE sulle PMI emiliano-romagnole e iniziative concrete per tutelare le filiere produttive. La competitività non è uno slogan: è una condizione necessaria per difendere lavoro, imprese e territori».
