Ponte sul Nure, riapertura il 19 marzo. Tagliaferri (FdI): “Finalmente si torna alla normalità sulla via Emilia”

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Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia: “Grazie ad ANAS e al Governo. Restituiamo al territorio un’infrastruttura più sicura e moderna”

Piacenza – Salvo imprevisti legati alle ultime verifiche tecniche e ai collaudi finali, il ponte sul Nure lungo la strada statale 9 via Emilia potrà riaprire al traffico giovedì 19 marzo.

Si avvia quindi alla conclusione il cantiere che negli ultimi mesi ha interessato una delle infrastrutture più importanti della viabilità piacentina.

A commentare l’avvicinarsi della riapertura è Giancarlo Tagliaferri, consigliere regionale di Fratelli d’Italia nell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna, eletto a Piacenza e provincia. 

«Si tratta di una notizia molto attesa da tutto il territorio. In questi mesi cittadini, lavoratori, pendolari e imprese hanno affrontato disagi significativi a causa della chiusura di un’arteria fondamentale della via Emilia. La riapertura del ponte rappresenta quindi un passaggio molto importante per il ritorno alla normalità della mobilità tra Piacenza, Pontenure e l’area della Val Nure».

Il ponte sul Nure, lungo circa 140 metri, è stato interessato da un importante intervento di manutenzione straordinaria e consolidamento strutturale nell’ambito delle attività di monitoraggio e messa in sicurezza della rete infrastrutturale nazionale.

«L’intervento ha riguardato in particolare la demolizione e ricostruzione della soletta del piano viabile, oggi realizzata con una struttura mista acciaio-calcestruzzo inserita nella sagoma del ponte storico – spiega Tagliaferri – un lavoro significativo finalizzato a garantire la sicurezza e il prolungamento della vita utile dell’infrastruttura».

Il ponte rappresenta un nodo infrastrutturale fondamentale della via Emilia, con circa 18.000 veicoli al giorno, di cui oltre 1.500 mezzi pesanti.

Durante i mesi di chiusura, avviati il 15 settembre 2025, è stato attivato un sistema di viabilità alternativa e di gestione del traffico che ha coinvolto diversi livelli istituzionali e territoriali.

«In questi mesi si sono svolti numerosi incontri operativi per gestire la viabilità e ridurre i disagi ai cittadini – prosegue Tagliaferri – con il coinvolgimento delle istituzioni locali e dei soggetti gestori della rete infrastrutturale. È stato inoltre attivato il transito alternativo lungo l’autostrada tra Fiorenzuola e Piacenza, soprattutto per i mezzi pesanti».

Il consigliere regionale rivolge quindi un ringraziamento a chi ha lavorato alla realizzazione dell’opera.

«Desidero esprimere un sincero ringraziamento ad ANAS, ai tecnici e agli operai che hanno lavorato in questi mesi per portare avanti un intervento complesso e necessario, rispettando sostanzialmente il cronoprogramma dei lavori».

Tagliaferri sottolinea inoltre il ruolo del Governo nazionale.

«È giusto riconoscere anche l’attenzione dimostrata dal Governo nazionale verso un’infrastruttura strategica per il nostro territorio. Un ringraziamento particolare va al ministro piacentino Tommaso Foti, Ministro per gli Affari europei, il PNRR e le Politiche di coesione, che ha sempre dimostrato grande sensibilità verso le esigenze del territorio e verso il tema della sicurezza e dell’efficienza delle infrastrutture».

Durante i mesi di chiusura del ponte, il consigliere regionale di Fratelli d’Italia ha seguito con attenzione l’evolversi della situazione anche attraverso iniziative istituzionali.

«Fin dall’inizio ho seguito con attenzione questa vicenda attraverso atti ispettivi e confronti istituzionali con l’obiettivo di tutelare cittadini, studenti, lavoratori e imprese. Allo stesso tempo ho sostenuto soluzioni alternative per ridurre i disagi, come il potenziamento delle fermate ferroviarie tra Cadeo e Pontenure, che ha rappresentato un supporto importante per molti pendolari».

«Se non interverranno imprevisti nelle ultime verifiche – conclude Tagliaferri – dal 19 marzo il ponte sul Nure tornerà finalmente a collegare il territorio lungo la via Emilia, restituendo ai cittadini un’infrastruttura fondamentale per la mobilità e l’economia locale».