“Nessun monitoraggio, nessun dato, nessuna regia. È una scelta politica”
«La Regione Emilia-Romagna ha messo nero su bianco che non controlla, non monitora e non dispone nemmeno dei dati sugli immobili utilizzati per raduni collettivi.
Non è una polemica: è quanto emerge dalla risposta ufficiale alla mia richiesta di accesso agli atti».
Così il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Giancarlo Tagliaferri.
IL FATTO
Nella risposta formale:
• la Regione dichiara di non avere alcuna funzione di controllo o monitoraggio
• scarica tutto sui Comuni
• ammette di non avere accesso ai dati su controlli e sanzioni
Tradotto: la Regione non sa cosa succede sul territorio
IL PUNTO POLITICO
«Quando parliamo di immobili che ospitano centinaia di persone, la Regione non può limitarsi a dire “non è competenza nostra”».
Secondo Tagliaferri:
• manca una visione
• manca una regia
• manca la volontà di governare il fenomeno
️ IL CASO PIACENZA
«Via Mascaretti è solo il caso più evidente.
Ma il punto vero è che oggi non esiste un quadro regionale su questi immobili»
QUESTIONE DI LEGALITÀ
«Non è una questione religiosa.
È una questione di:
• sicurezza
• legalità
• trasparenza
• responsabilità istituzionale»
LA PROPOSTA
FdI chiede:
• monitoraggio regionale
• banca dati aggiornata
• linee guida per i Comuni
• coordinamento con Prefetture
«Se una Regione sceglie di non sapere, non è neutrale: sta scegliendo di non governare.
E quando le istituzioni non governano, i problemi crescono».
