DISABILITÀ E AUTISMO. TAGLIAFERRI (FDI): «DOPO LA SCUOLA COSA SUCCEDE? ANCHE A PIACENZA SERVONO DATI E RISPOSTE»

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Presentata un’interrogazione in Regione su centri diurni, percorsi di autonomia e continuità assistenziale delle persone fragili

«La vera domanda che molte famiglie si pongono non riguarda soltanto la scuola, ma ciò che accade dopo. Quando termina il percorso scolastico di una persona con disabilità, con autismo o con fragilità psichiche, il rischio è che inizi una fase di forte incertezza. Per questo ho presentato un’interrogazione alla Regione Emilia-Romagna chiedendo dati puntuali anche sulla situazione della provincia di Piacenza».

 

Lo dichiara Giancarlo Tagliaferri, consigliere regionale di Fratelli d’Italia.

«Negli ultimi mesi sono emerse segnalazioni che hanno riportato l’attenzione sul tema dei centri diurni e dei servizi territoriali. Al di là delle singole vicende, ritengo necessario comprendere quale sia il quadro complessivo regionale e quale sia la situazione effettiva nella provincia di Piacenza.

Quanti posti sono realmente disponibili? Quanti utenti sono seguiti? Quante persone attendono l’accesso a un servizio? Quanti progetti di autonomia sono attivi? E soprattutto: quali percorsi vengono garantiti ai ragazzi una volta concluso il ciclo scolastico?».

 

«Parliamo di un tema che coinvolge direttamente molte famiglie e che rappresenta uno dei banchi di prova più importanti per il welfare territoriale. Una Regione moderna non può limitarsi a finanziare servizi: deve monitorarne il funzionamento, misurarne i risultati e verificare che nessuno venga lasciato indietro».

 

«Con questa interrogazione chiediamo numeri, monitoraggi e dati ufficiali. La continuità assistenziale non può terminare con l’ultimo giorno di scuola. Le famiglie hanno diritto a conoscere quali opportunità esistano realmente per il futuro dei propri figli».

 

«La qualità di un sistema sociosanitario si misura soprattutto nella capacità di accompagnare le persone fragili lungo tutto il percorso di vita. Per questo servono dati, programmazione e trasparenza».