Presentata un’interrogazione in Assemblea legislativa. “L’obiettivo è evitare di arrivare a quel punto, ma la Regione non può farsi trovare impreparata. Servono pianificazione, prevenzione, sicurezza idraulica e una strategia strutturale per Piacenza.”
Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Giancarlo Tagliaferri e Giampaolo Maloberti, agricoltore e consigliere comunale di Rivergaro, chiedono alla Regione Emilia-Romagna di affrontare con urgenza la crescente criticità della disponibilità della risorsa idrica nella provincia di Piacenza, annunciando la presentazione di una nuova interrogazione a risposta scritta che porta all’attenzione della Regione una situazione sempre più preoccupante e punta ad affrontarne le conseguenze prima che diventino irreversibili per il comparto agricolo e per l’intero territorio.
«I dati disponibili fotografano una situazione che non può essere sottovalutata. Il progressivo abbassamento delle falde, la riduzione della disponibilità della risorsa idrica, la costante diminuzione dei livelli degli invasi e le difficoltà che stanno emergendo nei principali corsi d’acqua impongono una riflessione seria sulle politiche regionali. Non possiamo continuare ad affrontare ogni estate rincorrendo l’emergenza», dichiarano Tagliaferri e Maloberti.
Secondo il consigliere regionale di Fratelli d’Italia e l’esponente del territorio piacentino, la disponibilità dell’acqua rappresenta oggi una delle principali sfide per il futuro dell’agricoltura.
«L’acqua non è soltanto una questione ambientale. È il primo fattore produttivo dell’agricoltura piacentina. Senza un’adeguata disponibilità idrica vengono messe a rischio colture fondamentali come pomodoro, mais, foraggere e vigneti e, più in generale, la competitività di un comparto che rappresenta una delle principali eccellenze economiche della nostra provincia.»
L’interrogazione affronta il tema in una prospettiva più ampia, collegando sicurezza idraulica, prevenzione del dissesto idrogeologico e programmazione infrastrutturale.
«Gli eventi climatici estremi, che alternano lunghi periodi di siccità a precipitazioni intense concentrate in poche ore, dimostrano che serve un cambio di paradigma. Occorre investire nella manutenzione dei corsi d’acqua, nella tutela delle falde, nella realizzazione di nuovi invasi, nella valorizzazione delle opere esistenti e in una gestione moderna della risorsa idrica. Anche il Brugneto resta un tassello importante di questa strategia, sia per quanto riguarda i rilasci previsti per il 2026 sia per il rinnovo della concessione, ma non rappresenta l’unica risposta.»
Uno dei punti centrali dell’interrogazione riguarda la tutela preventiva del comparto agricolo.
«Abbiamo chiesto alla Regione se abbia già attivato uno specifico monitoraggio tecnico perché tutti gli indicatori fanno temere un ulteriore peggioramento della situazione. Se il quadro continuerà a deteriorarsi, la Regione dovrà essere pronta a chiedere al Ministero dell’Agricoltura lo stato di calamità per il comparto agricolo. Non ci si può ridurre a inseguire gli eventi quando i danni sono ormai irreversibili.»
Tagliaferri e Maloberti chiariscono però con forza il senso dell’iniziativa.
«Non stiamo chiedendo oggi lo stato di calamità. Stiamo chiedendo alla Regione di fare oggi quello che serve per non farsi trovare impreparata domani. Lo stato di calamità è uno strumento straordinario previsto esclusivamente per il comparto agricolo e può essere richiesto dalla Regione al Ministero dell’Agricoltura quando ricorrono i presupposti previsti dalla legge. Proprio per questo è indispensabile che la Regione monitori costantemente l’evoluzione della situazione e raccolga fin da ora tutti gli elementi tecnici necessari, senza perdere tempo prezioso.»
Nell’interrogazione il consigliere regionale chiede inoltre alla Giunta quali interventi siano previsti per incrementare la capacità di accumulo della risorsa idrica, quale sia il quadro aggiornato della disponibilità d’acqua nella provincia di Piacenza, quali misure siano state predisposte per sostenere le aziende agricole, quale sia lo stato della revisione del disciplinare del Brugneto e quali interventi di manutenzione siano programmati sul reticolo idrografico per ridurre anche il rischio di dissesto idrogeologico.
«L’agricoltura piacentina non chiede assistenza: chiede acqua per poter continuare a produrre. Lo stato di calamità deve restare l’ultima soluzione possibile, non la strategia ordinaria con cui affrontare ogni estate. La vera responsabilità della politica è programmare oggi gli interventi necessari per evitare che domani le aziende agricole siano costrette a fermarsi. Garantire acqua significa difendere il reddito delle imprese, la sicurezza alimentare, l’occupazione, il paesaggio, l’ambiente e il futuro di uno dei territori agricoli più importanti dell’Emilia-Romagna. È questo il senso della nostra iniziativa», concludono Tagliaferri e Maloberti.
