“Via Mascaretti dimostra che servono più conoscenza, coordinamento e trasparenza. La legalità non ha religione.”
«La Commissione d’inchiesta che Fratelli d’Italia ha proposto non nasce contro una religione e nemmeno contro una comunità. Nasce per consentire all’Assemblea legislativa di conoscere meglio un fenomeno complesso che riguarda sicurezza, legalità, pianificazione territoriale e prevenzione della radicalizzazione. Chi prova a trasformare questo dibattito in uno scontro ideologico evita di confrontarsi con il merito della proposta».
Lo dichiara Giancarlo Tagliaferri, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, intervenuto oggi in Aula durante la discussione sulla richiesta di istituire una Commissione assembleare d’inchiesta sulla presenza di luoghi di culto e centri culturali non autorizzati in Emilia-Romagna.
«In questi mesi – spiega Tagliaferri – abbiamo svolto un’intensa attività ispettiva, presentando interrogazioni, accessi agli atti e richieste di chiarimento che hanno preso le mosse dal caso dell’immobile di via Mascaretti a Piacenza. Proprio le risposte ricevute dalla Regione hanno evidenziato come oggi non esista un quadro conoscitivo organico del fenomeno e come le informazioni siano distribuite tra enti diversi, senza un reale coordinamento complessivo.»
Secondo l’esponente di Fratelli d’Italia, «una Commissione d’inchiesta non sostituisce il lavoro delle Prefetture, delle Forze dell’ordine, della magistratura o dei Comuni. Ha però il compito di raccogliere dati, ascoltare tutti i soggetti istituzionali coinvolti e fornire all’Assemblea legislativa gli elementi necessari per valutare se gli strumenti oggi esistenti siano realmente adeguati.»
Tagliaferri richiama anche la recente clausola valutativa sulla legge regionale in materia di immigrazione.
«La stessa Regione ci consegna l’immagine di un’Emilia-Romagna profondamente cambiata, con fenomeni migratori ormai strutturali e territori, come la provincia di Piacenza, caratterizzati da una forte incidenza della popolazione straniera. Una realtà così complessa richiede istituzioni capaci di conoscere, monitorare e prevenire, non di limitarsi a intervenire soltanto quando emergono criticità.»
Il consigliere regionale respinge con decisione le accuse di razzismo e islamofobia avanzate durante il dibattito.
«Difendere la legalità non significa discriminare nessuno. La libertà religiosa è un principio costituzionale che Fratelli d’Italia tutela senza esitazioni, ma proprio perché i diritti valgono per tutti, anche il rispetto delle norme urbanistiche, amministrative e di sicurezza deve valere per tutti, senza eccezioni. La legge non cambia a seconda della confessione religiosa di chi utilizza un immobile.»
«La stragrande maggioranza dei cittadini stranieri che vive nella nostra Regione lavora, rispetta le regole e contribuisce allo sviluppo delle nostre comunità. Sono proprio loro ad avere interesse affinché eventuali fenomeni di illegalità o di radicalizzazione vengano affrontati con determinazione e trasparenza, evitando ogni forma di generalizzazione.»
«Chi non ha nulla da temere dalla conoscenza – conclude Tagliaferri – non dovrebbe avere paura di una Commissione d’inchiesta. Le istituzioni non si rafforzano evitando le domande difficili, ma affrontandole con serietà, trasparenza e senso di responsabilità. È questo il motivo per cui Fratelli d’Italia continuerà a chiedere che su temi così delicati prevalgano sempre i fatti e non i pregiudizi.»
