«La qualità delle cure domiciliari non dipende soltanto dalle prestazioni erogate, ma anche dalla chiarezza delle regole, dalla trasparenza dei percorsi assistenziali e dalla possibilità, per pazienti e familiari, di comprendere come vengono assunte le decisioni che riguardano la loro presa in carico.»
Con queste parole il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Giancarlo Tagliaferri annuncia il deposito di un’interrogazione a risposta scritta, di una risoluzione e di una nuova richiesta di accesso agli atti dedicate all’organizzazione delle cure domiciliari in Emilia-Romagna.
L’iniziativa nasce da un’approfondita attività istruttoria sviluppata nel corso degli ultimi mesi attraverso interrogazioni, accessi agli atti e l’analisi della documentazione acquisita dall’Azienda USL di Piacenza e dalla Regione Emilia-Romagna.
«L’approfondimento svolto ha consentito di evidenziare come l’Assistenza Domiciliare Integrata (ADI) e il Servizio Infermieristico Domiciliare (SID) siano percorsi distinti, disciplinati da procedure differenti. Proprio per questo ritengo necessario fare piena chiarezza sui criteri che portano all’attivazione dell’uno o dell’altro percorso, sul ruolo del Medico di Medicina Generale, sulle valutazioni multidisciplinari e sulle informazioni che vengono realmente fornite ai pazienti e ai caregiver.»
L’interrogazione chiede alla Giunta regionale di chiarire quali siano i criteri utilizzati per l’attivazione dei diversi percorsi domiciliari, come vengano garantite uniformità e trasparenza tra le Aziende sanitarie e quali strumenti siano adottati per informare in modo chiaro cittadini e famiglie.
La risoluzione propone invece l’adozione di indirizzi regionali omogenei affinché i percorsi assistenziali domiciliari siano sempre più comprensibili, uniformi e verificabili, mentre il nuovo accesso agli atti punta ad acquisire ulteriori dati sull’organizzazione dei servizi e sull’utilizzo delle risorse destinate alla domiciliarità.
«La domiciliarità rappresenta una delle principali sfide della sanità dei prossimi anni. Per questo ritengo che debba poggiare su procedure chiare, criteri omogenei e informazioni facilmente comprensibili. La fiducia dei cittadini nel servizio sanitario passa anche dalla trasparenza con cui vengono costruiti e spiegati i percorsi di cura.»
