Turismo e borghi, Tagliaferri (FdI): «La Regione racconta il metodo, ma non dimostra i risultati. Piacenza continua ad aspettare»

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La risposta dell’Assessore descrive strumenti, progetti e finanziamenti, ma non chiarisce quale beneficio concreto abbiano prodotto per il territorio piacentino. «I cittadini chiedono risultati, non l’elenco delle procedure amministrative»

 

«Prendo atto della risposta dell’Assessore al Turismo alla mia interrogazione, ma non posso ritenermi soddisfatto. La Regione ha dedicato molte pagine a descrivere l’organizzazione del sistema turistico, la governance, i progetti avviati, i finanziamenti assegnati e gli strumenti di programmazione. Tutto questo era già noto o, comunque, rappresenta il quadro amministrativo entro il quale si muovono le politiche regionali. Quello che, invece, continua a mancare è la risposta alla domanda più semplice e più importante: quali risultati concreti hanno prodotto queste politiche per Piacenza?».

 

È quanto dichiara il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Giancarlo Tagliaferri, commentando la risposta ricevuta dalla Giunta regionale.

«Non ho mai sostenuto che la Regione sia priva di strumenti o di risorse. Al contrario, la risposta conferma che programmi, finanziamenti e progetti esistono. Proprio per questo mi sarei aspettato qualcosa in più di un elenco di iniziative. Mi sarei aspettato dati, obiettivi raggiunti, indicatori di efficacia e una valutazione trasparente dell’impatto degli investimenti sul territorio piacentino. Invece tutto questo continua a non emergere».

 

Secondo Tagliaferri, il punto politico è ormai cambiato.

«La discussione non può più fermarsi a quanto si investe. Oggi bisogna capire cosa producono realmente quegli investimenti. Se vengono stanziate risorse per valorizzare i borghi, le aree interne e il turismo lento, è legittimo chiedere se tali politiche abbiano aumentato i flussi turistici, rafforzato la permanenza media dei visitatori, sostenuto le imprese locali e ridotto il divario che ancora separa Piacenza da altri territori dell’Emilia-Romagna».

 

Il consigliere di Fratelli d’Italia evidenzia inoltre come la risposta della Giunta continui a ragionare prevalentemente sulla scala della Destinazione Turistica Emilia.

«È un’impostazione comprensibile sotto il profilo organizzativo, ma non può diventare un alibi per non valutare le ricadute provinciali. I cittadini di Piacenza hanno il diritto di sapere quali benefici concreti derivino al loro territorio dalle risorse pubbliche investite e quali obiettivi la Regione intenda perseguire nei prossimi anni».

 

«Su questo continuerò il mio lavoro di approfondimento istituzionale. Non mi interessano le polemiche fini a sé stesse, ma una valutazione seria dell’efficacia delle politiche pubbliche. Quando si utilizzano risorse pubbliche non basta dimostrare che esistono programmi e progetti: bisogna dimostrare che funzionano. È questa la vera sfida che la risposta dell’Assessore, pur ricca di descrizioni organizzative, lascia ancora aperta».

 

«Piacenza possiede un patrimonio straordinario di borghi, paesaggi, produzioni tipiche e cultura. Merita politiche che possano essere misurate non dal numero delle delibere approvate, ma dai risultati ottenuti. È su questo terreno che continueremo a chiedere trasparenza, responsabilità e dati verificabili».