Presentata una richiesta di accesso agli atti alla Regione Emilia-Romagna con particolare riferimento all’Azienda USL di Piacenza
«Le cure palliative rappresentano uno dei servizi più delicati e qualificanti del Servizio sanitario regionale. Proprio per questo ritengo indispensabile acquisire un quadro documentale completo sull’organizzazione della rete degli hospice e delle cure palliative in Emilia-Romagna, con particolare attenzione alla situazione dell’Azienda USL di Piacenza.»
Lo dichiara Giancarlo Tagliaferri, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, che ha presentato una richiesta di accesso agli atti rivolta alla Regione Emilia-Romagna.
«L’obiettivo dell’iniziativa non è formulare giudizi preventivi, ma disporre di dati ufficiali e documentazione amministrativa per comprendere come sia organizzata la rete regionale, quali siano gli standard adottati, come vengano distribuite le risorse e se l’offerta assistenziale risulti realmente omogenea su tutto il territorio.»
La richiesta riguarda, tra gli altri aspetti, la programmazione regionale delle cure palliative, la consistenza della rete hospice, il numero dei posti letto autorizzati e realmente funzionanti, i dati sull’attività assistenziale, i tempi di accesso, la mobilità sanitaria, i criteri di finanziamento, le attività di monitoraggio e la programmazione futura, con uno specifico approfondimento dedicato all’Azienda USL di Piacenza. Accesso agli Atti- Richiesta di documentazione relativa alla programmazione regionale della rete degli hospice e delle cure palliative in Emilia-Romagna con particolare riferimento alla Azienda USL di Piacenza.
«Le cure palliative rappresentano un diritto dei pazienti e delle loro famiglie. Per questo è importante verificare che l’organizzazione dei servizi garantisca qualità, continuità assistenziale ed equità di accesso in tutti i territori della nostra Regione.»
«Solo partendo da dati oggettivi – conclude Tagliaferri – sarà possibile valutare eventuali criticità e proporre interventi di miglioramento nell’interesse dei cittadini e degli operatori sanitari.»
