Lupi, Tagliaferri (FdI): «Se confermata l’aggressione di Castell’Arquato, siamo davanti a un salto di livello. La Regione non aspetti il prossimo episodio»

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«Prima di tutto occorre accertare esattamente cosa sia accaduto a Castell’Arquato e stabilire se l’animale coinvolto fosse effettivamente un lupo. Su una vicenda così delicata non servono conclusioni affrettate. Ma se gli accertamenti confermassero quanto segnalato, saremmo davanti a un fatto che non può essere archiviato come un episodio qualsiasi».

Lo afferma il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Giancarlo Tagliaferri, annunciando un’interrogazione a risposta scritta alla Giunta regionale dopo il caso segnalato nel territorio di Castell’Arquato, dove un uomo avrebbe riportato graffi dopo essere stato avvicinato e aggredito da un animale ritenuto un lupo.

«Il problema – prosegue Tagliaferri – non è dichiarare guerra al lupo e nemmeno mettere in discussione la tutela della specie. Il problema è capire quando la presenza di un grande carnivoro smette di essere una normale presenza faunistica e comincia a manifestare comportamenti confidenti o potenzialmente pericolosi nelle immediate vicinanze delle persone».

Il consigliere piacentino chiede quindi alla Regione di conoscere il numero delle segnalazioni registrate negli ultimi tre anni in provincia di Piacenza relative alla presenza di lupi vicino ad abitazioni, aziende e centri abitati, quanti casi abbiano riguardato esemplari confidenti o problematici e quali interventi siano stati effettuati.

«Gli agricoltori e gli allevatori denunciano da tempo le conseguenze della presenza dei predatori. Adesso emerge un episodio che, se confermato nella sua dinamica e nella specie coinvolta, riguarda direttamente una persona. È evidente che la soglia di attenzione deve cambiare». Le organizzazioni agricole piacentine hanno a loro volta richiamato la necessità di una gestione strutturata del fenomeno.

«Chiediamo inoltre alla Regione quale sia esattamente il protocollo previsto quando vengono individuati esemplari che perdono la naturale diffidenza nei confronti dell’uomo. Non ci interessa alimentare allarmismi: ci interessa sapere chi interviene, in quali tempi e con quali strumenti».

Per Tagliaferri occorre superare anche una contrapposizione che rischia di paralizzare ogni decisione.

«Tutela del lupo e sicurezza delle comunità locali non possono essere presentate come due obiettivi incompatibili. Proteggere una specie significa anche saperla gestire. E gestire significa monitorare, prevenire e intervenire quando un determinato comportamento diventa problematico».

«Chi vive nelle nostre colline e montagne – conclude Tagliaferri – non può sentirsi rispondere semplicemente che deve abituarsi alla presenza del lupo. La convivenza funziona soltanto se esistono regole e strumenti per governarla. Se gli accertamenti confermeranno che a Castell’Arquato un lupo ha aggredito una persona, la Regione non aspetti il prossimo episodio per chiedersi cosa fare».