«La quota di partenza è 2,5 milioni di metri cubi. A luglio la Giunta annunciava l’obiettivo di arrivare a 4 milioni: ora vogliamo sapere a che punto siamo e quando arriverà l’ulteriore milione e mezzo»
«Il Brugneto risulta al 63 per cento della propria capacità massima, con oltre 15 milioni di metri cubi invasati, mentre il Trebbia continua a soffrire. Ma soprattutto c’è un impegno preciso assunto dalla Regione Emilia-Romagna: portare da 2,5 a 4 milioni di metri cubi il quantitativo destinato al nostro territorio. Adesso vogliamo sapere a che punto siamo.»
Lo dichiara Giancarlo Tagliaferri, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, annunciando una nuova interrogazione a risposta scritta sulla gestione delle acque del Brugneto e sulla situazione del Trebbia.
Il 21 luglio, rispondendo proprio a un question time di Tagliaferri, l’Assessora regionale competente aveva infatti spiegato che la Regione stava lavorando per incrementare il quantitativo da 2,5 a 4 milioni di metri cubi, mantenendo inoltre la possibilità di ulteriori rilasci e sostenendo che l’obiettivo dei 4 milioni poggiava su basi scientifiche.
«Quella dichiarazione oggi diventa il punto dal quale partire – sottolinea Tagliaferri –. Non voglio attribuire alla Liguria responsabilità che non le competono e nemmeno sostenere che tutta l’acqua presente nel Brugneto possa essere riversata nel Trebbia. Voglio una risposta molto più semplice: i 2,5 milioni sono stati completamente rilasciati? Il milione e mezzo aggiuntivo necessario per arrivare a 4 milioni è stato formalmente chiesto? È stato autorizzato? Quando arriverà?»
Secondo i dati liguri relativi alla fine di luglio, il Brugneto disponeva di oltre 15 milioni di metri cubi d’acqua, pari a circa il 63% della capacità massima.
«È evidente che una parte deve garantire la sicurezza idropotabile di Genova e che non si può fare un semplice calcolo aritmetico. Ma proprio per questo servono i dati della Regione: quanto è riserva, quanto è indisponibile, quanto è già impegnato e quanto può realmente essere rilasciato senza pregiudicare gli altri utilizzi?»
Tagliaferri richiama quindi l’impegno espresso dalla stessa Giunta regionale nel precedente question time.
«A luglio avevo apprezzato la volontà della Regione di portare a casa un risultato concreto. Ma proprio perché quella disponibilità era stata dichiarata pubblicamente, oggi abbiamo il diritto e il dovere di verificare cosa sia accaduto dopo. Tra 2,5 e 4 milioni ci sono un milione e mezzo di metri cubi. Per il Trebbia, in queste condizioni, non è certamente un dettaglio.»
L’interrogazione chiede inoltre se siano stati richiesti ulteriori rilasci straordinari, quali siano le attuali portate del Trebbia e quale sia lo stato del nuovo quadro concessorio.
«Il vero problema rimane infatti strutturale. Non possiamo ritrovarci ogni estate a discutere di acqua quando il Trebbia è già in sofferenza.»
Per Tagliaferri occorre arrivare a un sistema stabile basato su parametri preventivamente determinati.
«Livello del Brugneto, disponibilità idropotabile, portata del Trebbia e quantità dei rilasci devono entrare dentro regole conosciute prima dell’emergenza. Il Trebbia non può vivere ogni estate aspettando una telefonata tra Bologna e Genova.»
«Nessuna guerra dell’acqua e nessuna contrapposizione territoriale – conclude Tagliaferri –. Chiediamo semplicemente alla Regione Emilia-Romagna di trasformare gli impegni in risultati. Se a luglio l’obiettivo era passare da 2,5 a 4 milioni, oggi ci dica quanto è stato effettivamente rilasciato e quando arriverà ciò che ancora manca. E soprattutto chiudiamo finalmente la partita della nuova disciplina del Brugneto, perché il prossimo anno non possiamo essere ancora qui a fare gli stessi conti mentre il Trebbia si asciuga.»
