«I numeri vanno letti con serietà, senza forzature. A Piacenza nel mese di luglio sono stati registrati 71 decessi tra gli over 65 a fronte di 75 attesi: non sono quindi “71 morti per il caldo”. Ma proprio perché le temperature estreme colpiscono soprattutto le persone più fragili, vogliamo capire quanto la rete territoriale sia stata capace di individuarle, contattarle e assisterle nei giorni più difficili»
Lo afferma il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Giancarlo Tagliaferri, che ha presentato un’interrogazione alla Giunta e una contestuale richiesta di accesso agli atti.
L’iniziativa riguarda il funzionamento concreto delle misure di prevenzione nel territorio dell’Azienda USL di Piacenza durante l’estate 2026. Tagliaferri chiede quanti anziani e soggetti fragili siano stati preventivamente individuati, quanti siano stati effettivamente raggiunti durante le ondate di calore e quali servizi siano intervenuti.
«La prevenzione non può fermarsi al bollettino meteo o al consiglio di bere di più – sottolinea Tagliaferri –. Quelli sono strumenti indispensabili, ma per una persona anziana che vive sola la differenza la fa una telefonata, una visita domiciliare, un medico o un infermiere che intercetta per tempo un problema, un servizio sociale che conosce la situazione».
Nell’accesso agli atti vengono richiesti i piani e i protocolli applicati dall’AUSL di Piacenza, i criteri utilizzati per individuare i soggetti a rischio, il numero delle persone contattate o assistite, il coinvolgimento di medici di medicina generale, infermieri di comunità, assistenza domiciliare, Case della Comunità, servizi sociali, CRA e volontariato. Vengono inoltre chiesti dati aggregati su accessi al Pronto Soccorso, interventi del 118, ricoveri e decessi degli over 65 nelle giornate più critiche.
Particolare attenzione viene riservata alle persone sole e ai residenti nelle aree rurali e montane. «Quando le distanze aumentano e la rete familiare è più debole – prosegue il consigliere – la prossimità dei servizi diventa ancora più importante. È qui che dobbiamo capire se il sistema riesce davvero ad arrivare prima dell’emergenza».
Tagliaferri richiama anche la necessità di confrontare le esperienze territoriali: «In Emilia-Romagna esistono modelli che affiancano alle informazioni sistemi dedicati di segnalazione, monitoraggio e supporto agli anziani fragili. Non si tratta di fare classifiche tra territori, ma di capire cosa funziona e portare le pratiche migliori anche dove possono essere rafforzate».
«Le ondate di calore non sono più eventi imprevedibili – conclude Tagliaferri –. Abbiamo allerte, previsioni e dati. Il passo successivo è misurare quante persone fragili siamo riusciti davvero a raggiungere. Perché la qualità di una rete territoriale non si vede soltanto quando il cittadino arriva in ospedale: si vede soprattutto quando riesce a evitare di arrivarci».
