Viabilità montagna piacentina, Tagliaferri (FdI): «Dalle emergenze alle soluzioni definitive: servono priorità, progetti e tempi certi»

Categorie: Atti, Comunicati ai media, Interrogazioni, La mia attività in regione

«La montagna piacentina non può vivere con il timore che ogni nuovo dissesto rimetta in discussione collegamenti essenziali. Gli interventi eseguiti hanno consentito di ripristinare la viabilità, ma ora occorre capire quali siano le soluzioni strutturali, quali progetti siano pronti e con quali tempi possano essere realizzati»

Lo afferma il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Giancarlo Tagliaferri, che ha presentato un’interrogazione alla Giunta regionale e una contestuale richiesta di accesso agli atti sulla viabilità dell’Appennino piacentino, con particolare riferimento alla SP586R di Val d’Aveto.

Al centro dell’iniziativa c’è il collegamento tra Ferriere e il territorio ligure di Rezzoaglio, interessato nel novembre 2025 da un grave dissesto in prossimità della diga di Boschi. Dopo gli interventi realizzati dalla Provincia di Piacenza, il tratto è stato riaperto il 23 giugno 2026 con senso unico alternato, limite di 30 chilometri orari e limitazioni per i mezzi più pesanti. Nel sopralluogo istituzionale del 7 agosto è stata inoltre ribadita la necessità di arrivare a una soluzione definitiva, mentre resta sotto attenzione anche il movimento franoso di Lagoscuro.

«Provincia e Comuni stanno facendo la loro parte e sarebbe sbagliato trasformare un problema strutturale del territorio in una gara di responsabilità tra istituzioni – sottolinea Tagliaferri –. Proprio per questo chiediamo alla Regione Emilia-Romagna di mettere sul tavolo un quadro trasparente: quali sono i dissesti prioritari, quali opere sono progettate, quanto costano, quali sono già finanziate e quali risorse devono ancora essere reperite».

L’interrogazione chiede anche quali opere della montagna piacentina la Regione abbia candidato o intenda candidare ai programmi nazionali per la mitigazione del rischio idrogeologico e, in particolare, agli strumenti straordinari che mettono a disposizione risorse per la sicurezza del territorio.

«Il punto non è stabilire se un finanziamento sia statale, regionale o di Protezione civile per rivendicarne politicamente la paternità – prosegue il consigliere di Fratelli d’Italia –. Il punto è fare in modo che tutte le risorse disponibili vengano utilizzate bene e rapidamente. Quando il Governo nazionale mette a disposizione strumenti e finanziamenti, Piacenza deve avere progetti sufficientemente maturi per poterli intercettare. Alla Regione spetta anche il compito di programmare, coordinare le priorità territoriali e accompagnare gli enti verso questo risultato».

Con la richiesta di accesso agli atti Tagliaferri punta quindi a ricostruire, per il periodo 2024-2026, una fotografia completa degli interventi sulla viabilità montana: opere richieste e finanziate, costi, soggetti attuatori, fonti di finanziamento, eventuali quote ancora scoperte, livello di progettazione e cronoprogrammi. Vengono richiesti inoltre gli studi e i monitoraggi disponibili sul dissesto della SP586R e sulla situazione di Lagoscuro.

«Una strada di montagna non è soltanto asfalto – conclude Tagliaferri –. Significa accesso ai servizi, soccorsi, lavoro, agricoltura, turismo e possibilità per le persone di continuare a vivere nei nostri territori. Se vogliamo davvero contrastare lo spopolamento, la sicurezza e l’affidabilità dei collegamenti devono diventare una priorità stabile. Meno rincorsa all’emergenza e più programmazione: è questo il salto di qualità che chiediamo».