DISTRETTO MANIFATTURIERO DEL NORD, TAGLIAFERRI (FDI): «PIACENZA SIA UN NODO STRATEGICO, NON UNA TERRA DI PASSAGGIO»

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Interrogazione e accesso agli atti del consigliere regionale: «Emilia-Romagna e Lombardia costruiscono una nuova geografia industriale. Piacenza è esattamente nel mezzo: vogliamo sapere quale ruolo le viene riconosciuto»

PIACENZA, 7 SETTEMBRE 2026 – «Se cinque Regioni decidono di superare i propri confini amministrativi per costruire una strategia industriale comune, Piacenza non può limitarsi a guardare passare il nuovo Distretto manifatturiero del Nord. Deve esserne uno dei nodi strategici».
Lo afferma Giancarlo Tagliaferri, consigliere regionale di Fratelli d’Italia e Vicepresidente dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, che ha presentato un’interrogazione e una contestuale richiesta di accesso agli atti sul progetto avviato da Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte, Veneto e Liguria.
Le cinque Regioni hanno infatti avviato una Cabina di regia per coordinare le rispettive politiche industriali e manifatturiere, lavorando sulla mappatura delle filiere, sulle interconnessioni produttive, sull’innovazione, sull’accesso al credito, sull’attrazione degli investimenti e sugli strumenti territoriali a sostegno dello sviluppo.
«È un progetto che considero interessante – precisa Tagliaferri – proprio perché riconosce una realtà che a Piacenza conosciamo da sempre: l’economia non si ferma sulla riva del Po e certamente non guarda i cartelli che indicano il confine tra Emilia-Romagna e Lombardia».
La particolare posizione piacentina emerge anche nelle analisi dedicate alla costruzione del nuovo sistema manifatturiero del Nord: Piacenza viene indicata come esempio di territorio nel quale i confini amministrativi non coincidono pienamente con quelli economici e produttivi.
«Ed è esattamente per questo – continua il consigliere – che vogliamo capire quale posto la Regione stia preparando per Piacenza. Non ci interessa una rivendicazione nominalistica. Ci interessa sapere quali filiere piacentine entreranno nella mappatura, quali imprese e rappresentanze territoriali verranno coinvolte e quali asset della nostra provincia saranno messi sul tavolo della Cabina di regia».
Nell’interrogazione Tagliaferri chiede alla Giunta quali comparti produttivi piacentini siano considerati strategici e come si intenda valorizzare la funzione di cerniera della provincia tra Emilia-Romagna e Lombardia, anche attraverso il sistema logistico, le infrastrutture e le opportunità derivanti dalla Zona Logistica Semplificata.
Parallelamente, con l’accesso agli atti, il consigliere chiede di acquisire la documentazione già prodotta dalla Regione e dalla Cabina di regia: verbali e materiali degli incontri, contributi tecnici dell’Emilia-Romagna, documenti relativi alla mappatura delle filiere, eventuali riferimenti al territorio piacentino e alla ZLS, soggetti consultati e documentazione riguardante l’attrazione coordinata di nuovi investimenti.
«L’interrogazione serve a sapere cosa la Regione intende fare; l’accesso agli atti ci consentirà di capire cosa abbia già fatto e messo sul tavolo. La differenza non è secondaria».
Tagliaferri pone inoltre il problema dell’equilibrio territoriale nella futura strategia comune.
«Mettere insieme alcune delle aree industrialmente più forti d’Europa significa creare una massa critica straordinaria, ma significa anche dover evitare che investimenti e opportunità finiscano automaticamente per concentrarsi nei poli che partono già avvantaggiati. Fare sistema non può significare rendere ancora più forti soltanto i più forti».
Per Tagliaferri, Piacenza dispone invece delle condizioni per svolgere una funzione specifica nella nuova architettura industriale.
«Abbiamo una collocazione geografica unica, relazioni consolidate con il sistema lombardo, una forte vocazione manifatturiera e logistica e l’inserimento nella ZLS. Sono elementi che devono diventare una strategia e non rimanere semplicemente caratteristiche geografiche».
«Se davvero vogliamo costruire un Distretto manifatturiero capace di superare i confini amministrativi – conclude Tagliaferri – Piacenza è il luogo perfetto per dimostrare che non si tratta soltanto di uno slogan. La nostra provincia può essere la cerniera produttiva tra Emilia-Romagna e Lombardia. Ma una cerniera serve a tenere insieme due parti: non a essere attraversata senza fermarsi».