TAGLIAFERRI (FDI): «COMPRENSIBILE L’ESTERNAZIONE DI MUTI, MA I FATTI DICONO CHE IL GOVERNO MELONI HA CAMBIATO PASSO. ORA TUTTO È PRONTO PER I CANTIERI»

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«Giuli annuncia che, ottenute tutte le controfirme, si può procedere con gare e progetto esecutivo. Villa Verdi ha aspettato abbastanza: ora tocca ai lavori suonare la prima nota»

«Può anche essere comprensibile l’esternazione del Maestro Riccardo Muti di fronte alle condizioni in cui Villa Verdi versa da troppo tempo. Quando si ha a cuore un patrimonio di questo valore, l’impazienza è legittima. Ma proprio perché Muti ha ricordato che “il mondo ci guarda”, credo sia altrettanto doveroso raccontare fino in fondo ciò che è accaduto negli ultimi anni: non tutti i governi possono essere messi sullo stesso piano».

Lo dichiara Giancarlo Tagliaferri, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, commentando le parole pronunciate dal Maestro Riccardo Muti e la successiva risposta del Ministro della Cultura Alessandro Giuli sul futuro della dimora di Giuseppe Verdi a Sant’Agata di Villanova sull’Arda.

«C’è stato un tempo lunghissimo dell’abbandono e delle occasioni perdute. Ma c’è anche un prima e un dopo. E lo spartiacque è rappresentato dall’intervento del Governo Meloni. Villa Verdi rischiava di finire all’asta; oggi è patrimonio dello Stato. Mancava una prospettiva certa; oggi ci sono risorse destinate all’acquisizione, al restauro e alla rigenerazione del complesso. Si chiedeva quando si sarebbe passati dalle procedure ai lavori; oggi il Ministro Giuli afferma che, ottenute tutte le controfirme successive al decreto ministeriale, esiste già la possibilità di procedere con gare e progetto esecutivo e che è “tutto pronto per essere messo a cantiere”. Questi sono fatti, non dichiarazioni d’intenti».

Tagliaferri richiama quindi le parole con cui lo stesso Ministro della Cultura ha risposto all’intervento di Muti.

«Giuli ha riconosciuto che quella del Maestro è una verità parziale, perché oggi, con il Governo Meloni, esiste finalmente un Governo che si è assunto concretamente la responsabilità di Villa Verdi. Ed è difficile contestare la sequenza degli atti: dall’intervento per scongiurare la dispersione del bene all’acquisizione da parte dello Stato, fino alle risorse destinate alla sua completa rigenerazione e agli ultimi passaggi amministrativi che consentono adesso di guardare all’apertura dei cantieri».

«Per questo – prosegue Tagliaferri – non trasformerei le parole di Muti in una polemica. Può essere comprensibile l’impazienza del Maestro; sarebbe invece ingeneroso non riconoscere ciò che questo Governo ha fatto e sta facendo. La risposta più convincente, del resto, non è un botta e risposta sui giornali: saranno i cantieri».

Particolarmente significativo, secondo il consigliere regionale, è anche il riferimento fatto da Giuli al ruolo del Ministro Tommaso Foti.

«Non è affatto secondario che il Ministro della Cultura abbia voluto ricordare espressamente il lavoro svolto insieme a Tommaso Foti. Foti segue questa vicenda da anni e ha continuato a occuparsene anche nel suo attuale ruolo di Ministro per gli Affari europei, il PNRR e le Politiche di coesione. Per noi piacentini è un riconoscimento importante, perché dimostra che dietro il risultato raggiunto non c’è una dichiarazione dell’ultima ora, ma un lavoro politico e istituzionale lungo, concreto e spesso svolto lontano dai riflettori».

Tagliaferri ricorda di avere seguito personalmente la vicenda fin dal 2022.

«Quando Villa Verdi rischiava di finire all’asta sostenemmo con forza la necessità di un intervento dello Stato e salutammo l’azione del Governo come il passaggio capace di cambiare il destino della dimora. Nel 2024 abbiamo accolto l’avvio dell’esproprio come la dimostrazione che quelle promesse stavano diventando atti. Successivamente sono arrivati l’acquisizione pubblica, gli stanziamenti e il progetto di recupero. Lo scorso agosto abbiamo sottolineato l’importanza del parere favorevole del MEF sul decreto del Ministero della Cultura. Oggi siamo a un passaggio ulteriore e ancora più concreto: il Ministro dice che le condizioni per mettere Villa Verdi a cantiere ci sono».

«Questo non significa – precisa Tagliaferri – che sia il momento dei trionfalismi. Al contrario. Proprio perché il Governo ha compiuto i passaggi necessari, adesso il metro di giudizio deve diventare estremamente semplice: vedere partire i lavori. Il Ministro ha spiegato che la Villa potrà tornare visitabile dopo i primi interventi di consolidamento e messa in sicurezza e che il giardino è già largamente sistemato. Ora occorre procedere rapidamente, nel pieno rispetto delle procedure e della straordinaria delicatezza del bene sul quale si interviene».

Per Tagliaferri, il recupero materiale della dimora dovrà inoltre rappresentare il punto di partenza di una strategia più ampia.

«Villa Verdi non può tornare a essere semplicemente un museo isolato. Deve diventare il cuore di quel grande itinerario verdiano del quale discutiamo da tempo, capace di mettere in rete Sant’Agata, Roncole, Busseto e gli altri luoghi legati alla vita e all’opera del Maestro. Abbiamo sempre sostenuto che Giuseppe Verdi non possa essere rinchiuso dentro confini provinciali o campanilismi: la sua eredità appartiene all’Italia e al mondo».

«Muti ha ricordato che il mondo ci guarda. È vero. Ed è proprio per questo che dobbiamo fare presto, ma anche raccontare correttamente ciò che è stato fatto. Il Governo Meloni ha preso in mano una situazione che si trascinava da anni, ha portato Villa Verdi nel patrimonio dello Stato, ha messo in campo risorse importanti e oggi il Ministro della Cultura ci dice che siamo arrivati alla fase nella quale si può finalmente passare ai cantieri.

Adesso – conclude Tagliaferri – facciamoli partire.

Nessuna polemica con il Maestro: alla sua comprensibile impazienza rispondiamo con i fatti.

Villa Verdi ha aspettato abbastanza. Ora tocca ai lavori suonare la prima nota».