Il consigliere regionale torna sull’opera distrutta dall’alluvione del 2015: «È positivo vedere finalmente avanzare il cantiere. Ma per una infrastruttura riconosciuta da anni come strategica il territorio ha atteso troppo a lungo. Adesso servono tempi certi fino all’ultimo giorno di lavori»
«Vedere finalmente prendere forma il nuovo ponte di Barberino è una buona notizia per Bobbio e per tutta la Val Trebbia. Ma è anche l’occasione per ricordare quanto lunga sia stata la strada necessaria per arrivare fin qui».
Lo afferma il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Giancarlo Tagliaferri, intervenendo sull’avanzamento dei lavori del nuovo ponte di Barberino, destinato a sostituire il manufatto distrutto dall’alluvione del 14 settembre 2015.
«Su quest’opera – ricorda Tagliaferri – chiedevamo risposte alla Regione già nel 2018. Allora erano trascorsi quasi tre anni dall’alluvione e il ponte, pur riconosciuto come strategico per il territorio, non aveva ancora trovato il percorso necessario per arrivare alla ricostruzione».
Negli anni successivi il tema è tornato più volte all’attenzione dell’Assemblea legislativa.
«Nel 2022 – prosegue il consigliere – la progettazione comunale aveva già compiuto passi importanti, mentre restava aperto il nodo delle risorse necessarie alla realizzazione. Siamo tornati a sollecitare chiarimenti anche nel 2023. Per questo oggi non possiamo limitarci a constatare che finalmente il ponte si vede: dobbiamo anche ricordare quanto tempo sia stato necessario per trasformare una priorità ripetutamente dichiarata in un’opera concretamente finanziata e cantierata».
Il nuovo manufatto, realizzato con una campata unica di circa 80 metri e senza pilastri nell’alveo del Trebbia, consentirà di ricucire una ferita aperta da ormai undici anni e di recuperare anche parte delle strutture storiche superstiti.
«La scelta progettuale è importante e il fatto che i lavori stiano avanzando va salutato positivamente. Proprio per questo – sottolinea Tagliaferri – adesso occorre evitare qualunque nuovo slittamento».
La conclusione dei lavori è indicata entro il 31 dicembre 2026.
«A questo punto la domanda è molto semplice: il cronoprogramma è ancora pienamente compatibile con quella scadenza? Qual è oggi lo stato effettivo di avanzamento dell’opera? Sono intervenute modifiche, varianti o elementi capaci di incidere sui tempi?».
Tagliaferri annuncia quindi un approfondimento sulla documentazione relativa al cantiere, allo stato di avanzamento e al monitoraggio dell’intervento.
«Dopo undici anni dall’alluvione – conclude – il territorio non ha bisogno di altre promesse. Ha bisogno che il ponte venga terminato nei tempi annunciati. L’acciaio oggi finalmente ricuce la ferita del 2015: facciamo in modo che il 31 dicembre possa chiudersi anche la lunga stagione dell’attesa».
