IMPRESE, TAGLIAFERRI (FDI): «PIACENZA PERDE 833 IMPRESE ATTIVE IN UN ANNO. LA REGIONE SPIEGHI PERCHÉ IL NOSTRO TERRITORIO ARRETRA PIÙ DELLA MEDIA REGIONALE»

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Interrogazione del consigliere regionale di Fratelli d’Italia dopo i dati della Camera di Commercio dell’Emilia: «Costruzioni, commercio, manifattura e agricoltura in difficoltà. Vogliamo conoscere le risorse effettivamente arrivate alle imprese piacentine e i risultati delle politiche regionali»

«Piacenza chiude il terzo trimestre del 2026 con 833 imprese attive in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Una diminuzione del 3,2%, contro l’1,3% registrato complessivamente in Emilia-Romagna. Sono numeri che non possono essere liquidati come una semplice oscillazione statistica. La Regione deve spiegare quali valutazioni abbia effettuato e soprattutto quali interventi intenda mettere in campo per sostenere il nostro tessuto produttivo».

Lo dichiara Giancarlo Tagliaferri, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, intervenendo sui dati diffusi dalla Camera di Commercio dell’Emilia relativi all’andamento delle imprese attive al 30 settembre 2026.

«Le imprese attive in provincia di Piacenza sono scese a 24.816, con una contrazione più accentuata rispetto alla media regionale e a quella nazionale. Il settore delle costruzioni registra una flessione del 10,4%, ma segnali negativi interessano anche commercio, manifattura e agricoltura. Sono comparti fondamentali per l’economia piacentina, per l’occupazione e per la vitalità delle nostre comunità».

Tagliaferri precisa che il dato delle 833 imprese in meno rappresenta la variazione complessiva delle attività registrate come operative e non deve essere confuso con il numero delle cessazioni aziendali.

«Proprio perché vogliamo affrontare il problema seriamente, dobbiamo partire da dati corretti. Non sosteniamo che tutte queste imprese abbiano chiuso definitivamente. Ma il saldo negativo delle attività operative rimane un indicatore che merita attenzione e un approfondimento sulle sue cause».

Il consigliere regionale annuncia un’interrogazione a risposta scritta per conoscere le valutazioni della Giunta e l’effettiva distribuzione territoriale delle misure di sostegno.

«La Regione dispone di strumenti per favorire investimenti, innovazione, accesso al credito, competitività e formazione. Il punto è verificare quanto di queste risorse sia arrivato concretamente alle imprese piacentine, quali settori ne abbiano beneficiato e quali risultati siano stati ottenuti».

«Non basta pubblicare l’elenco dei bandi o annunciare milioni di euro a livello regionale. Occorre conoscere gli importi concessi sul nostro territorio, il numero delle imprese beneficiarie, gli investimenti realizzati e gli eventuali effetti sull’occupazione».

L’interrogazione chiede inoltre se la Giunta abbia svolto analisi sulle differenze territoriali nell’accesso ai finanziamenti e quali iniziative intenda programmare per il 2027.

«Non attribuiamo automaticamente alla Regione la responsabilità di ogni difficoltà aziendale. Sappiamo che le imprese affrontano problemi legati ai mercati, ai costi produttivi e a fattori economici più ampi. Ma proprio per questo le politiche regionali devono essere valutate sulla loro capacità di rispondere alle esigenze dei singoli territori».

Tagliaferri richiama anche le prospettive della montagna e delle aree periferiche.

«Quando diminuisce il numero delle attività economiche, le conseguenze possono andare oltre il singolo bilancio aziendale. Nei piccoli Comuni, perdere imprese significa rischiare di indebolire servizi, opportunità lavorative e capacità di attrarre nuovi investimenti. Anche per questo servono dati disaggregati e interventi proporzionati alle difficoltà effettive».

«Piacenza non può essere considerata soltanto una voce nei riepiloghi regionali. Se il nostro territorio registra una flessione più marcata della media, vogliamo sapere se la Giunta ne abbia individuato le ragioni e se stia programmando risposte adeguate».

«La domanda che rivolgo alla Regione è semplice: quante risorse sono state effettivamente assegnate alle imprese piacentine, quali risultati hanno prodotto e che cosa si intende fare nel 2027 per invertire questa tendenza?».

«La competitività non si misura dai comunicati sui finanziamenti disponibili, ma dalle imprese che riescono a investire, crescere e creare lavoro. Piacenza merita risposte documentate e una programmazione che tenga conto delle sue specificità».

Scarica l’interrogazione sulle imprese piacentine