GARANTE INFANZIA, TAGLIAFERRI (FDI): «FABBRI RISPONDA SUI FASCICOLI APERTI DA ANNI. LA STIMA PERSONALE NON SOSTITUISCE LE VERIFICHE»

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«AL Defendo è stato realizzato impiegando risorse pubbliche: perché non vengono forniti i dati richiesti? Da chiarire anche il rapporto professionale della Garante con Reggio Children e la trasferta nello Yucatán»

Bologna, 8 novembre 2026 – «Cinque componenti dell’Ufficio di Presidenza dell’Assemblea legislativa intervengono pubblicamente per difendere la Garante regionale per l’infanzia Claudia Giudici, ma nessuno risponde alle domande che abbiamo posto. Non abbiamo chiesto attestati di stima: abbiamo chiesto documenti, verifiche e risposte sui fascicoli aperti da anni».

Lo dichiara Giancarlo Tagliaferri, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, replicando alla nota sottoscritta dal presidente Maurizio Fabbri e da altri quattro componenti dell’Ufficio di Presidenza.

«Ci viene contestato di non comprendere le funzioni della Garante. È un’affermazione che respingo. Sappiamo perfettamente che una segnalazione può richiedere approfondimenti complessi e tempi prolungati. Ma proprio per questo chiediamo di conoscere quali attività siano state svolte, quando siano state effettuate, quali risposte siano arrivate dagli enti interpellati e quali comunicazioni siano state inviate ai cittadini».

«Un fascicolo aperto non è automaticamente un fascicolo abbandonato. Ma non è neppure automaticamente un fascicolo sul quale si continua a lavorare. La differenza la fanno gli atti, non le dichiarazioni di fiducia».

AL Defendo: quali risultati dall’impiego di risorse pubbliche?

«Esiste una piattaforma informatica, AL Defendo, realizzata per la gestione delle segnalazioni degli organi di garanzia attraverso un affidamento esterno e l’impiego di risorse pubbliche.

Non occorre indicare oggi l’importo esatto per porre una questione di responsabilità amministrativa: quali funzionalità di monitoraggio e ricostruzione delle attività offre concretamente questo sistema?

Se la piattaforma consente di ricostruire le cronologie dei fascicoli, le richieste inviate, i riscontri ricevuti e le comunicazioni ai segnalanti, perché le informazioni richieste dai consiglieri non sono ancora state integralmente fornite?

Se invece questi dati non possono essere ricavati, occorre spiegare quali siano i limiti del sistema.

Non vorremmo scoprire che uno strumento informatico realizzato con denaro pubblico venga utilizzato prevalentemente come contenitore documentale, senza sfruttarne le potenzialità di gestione, elaborazione e controllo».

Reggio Children: chiarire il rapporto di lavoro di Claudia Giudici

«Resta aperta anche la questione dell’attività professionale svolta da Claudia Giudici presso Reggio Children.

Chiediamo di conoscere la natura del rapporto contrattuale, l’impegno orario previsto e le modalità con cui tale attività viene conciliata con le responsabilità istituzionali della Garante.

In particolare, chiediamo di verificare se si tratti di un rapporto di lavoro a tempo pieno e indeterminato, pari a 40 ore settimanali.

Qualora questa circostanza fosse confermata, sarebbe necessario chiarire come venga assicurata la disponibilità richiesta dall’incarico regionale e quali valutazioni siano state effettuate sulla compatibilità degli impegni professionali.

Non formuliamo giudizi preventivi di incompatibilità. Chiediamo verifiche puntuali, perché l’autonomia di una figura di garanzia non può essere confusa con l’assenza di controlli».

Yucatán: la trasferta annunciata durante la Giornata mondiale dell’infanzia

«A queste domande si aggiunge la trasferta annunciata nello Yucatán, dal 19 al 22 novembre, nell’ambito delle attività di Reggio Children, in coincidenza con la Giornata mondiale dell’infanzia del 20 novembre.

Chiediamo a quale titolo venga effettuata la trasferta, come siano organizzate in quei giorni le attività istituzionali della Garante e se siano previste iniziative legate alla ricorrenza internazionale.

Non è il viaggio in sé a costituire una contestazione. Il punto è comprendere come vengano conciliati gli impegni professionali esterni con l’esercizio delle funzioni di garanzia regionale».

Fabbri indica l’Ufficio di Presidenza come sede di confronto, ma non accoglie la richiesta di discuterne

«C’è infine una contraddizione istituzionale che il presidente Fabbri dovrebbe chiarire.

Nella nota pubblica si afferma che l’attività della Garante potrà essere valutata nelle sedi opportune, tra le quali viene espressamente indicato l’Ufficio di Presidenza.

Eppure, quando ho chiesto di inserire all’ordine del giorno uno specifico punto sul funzionamento delle strutture di supporto agli organi di garanzia e sulle criticità relative agli accessi agli atti, la richiesta non è stata accolta.

Se l’Ufficio di Presidenza è una sede appropriata, perché non è stato possibile affrontare formalmente la questione quando ne abbiamo fatto richiesta?»

«La tutela dei minori viene prima delle difese politiche»

«Non intendiamo arretrare di fronte a una presa di posizione politica, né accettiamo che il legittimo esercizio delle prerogative consiliari venga liquidato come incomprensione delle funzioni della Garante.

Le richieste di accesso agli atti sono state presentate proprio per acquisire elementi oggettivi, nel rispetto della riservatezza dei minori e delle famiglie.

La questione non riguarda la simpatia o la stima verso Claudia Giudici, ma il funzionamento di un’istituzione chiamata a tutelare diritti fondamentali.

Dietro ogni segnalazione c’è un bambino, un ragazzo o una famiglia che ha chiesto aiuto. La prima forma di rispetto è poter dimostrare che cosa sia stato fatto per loro.

Fabbri e gli altri firmatari possono continuare a esprimere tutta la stima che ritengono. Noi continueremo a chiedere risposte documentate.

Perché la tutela dei minori non si misura con gli attestati di fiducia, ma con le attività concretamente svolte e con la capacità delle istituzioni di renderne conto».