«La sospensione del servizio di pre e post scuola in alcuni istituti piacentini è un fatto gravissimo, che mette in difficoltà decine di famiglie a pochi giorni dall’avvio dell’anno scolastico. Non si tratta di un problema isolato, ma di una criticità che evidenzia come la Regione Emilia-Romagna non stia garantendo la continuità di un servizio essenziale, scaricando la responsabilità sui Comuni e sugli enti gestori del terzo settore».
Lo dichiara Giancarlo Tagliaferri, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, che ha depositato un’interrogazione a risposta scritta sul tema.
«Il Governo nazionale – prosegue Tagliaferri – con le ultime misure in materia di istruzione e famiglia ha stanziato risorse per potenziare i servizi integrativi e favorire la conciliazione scuola-lavoro. A Piacenza, però, mentre i genitori ricevono comunicazioni che mettono in dubbio l’attivazione del servizio per soli sette iscritti, la Regione rimane immobile. È inaccettabile che la continuità di un presidio educativo così importante venga subordinata a logiche numeriche o contrattuali, senza un intervento correttivo della Giunta».
Secondo i dati raccolti dalle associazioni dei genitori e dai Comuni, la situazione di Piacenza risulta particolarmente critica:
• in provincia, nel 2024/2025, solo il 58% delle scuole primarie ha attivato regolarmente il servizio di pre e post scuola;
• a confronto, la media regionale è del 73%, con punte più alte a Bologna (79%) e Modena (76%);
• in termini di copertura territoriale, Piacenza si colloca ultima in Regione, insieme a Ferrara, ma con il peggior rapporto tra domanda delle famiglie e offerta effettivamente garantita.
«Questi dati – conclude Tagliaferri – mostrano un divario che non può essere tollerato. A Piacenza le famiglie sono lasciate sole, mentre altrove almeno una parte delle criticità è stata assorbita da misure correttive locali. Per questo chiediamo alla Giunta regionale interventi urgenti: un sostegno economico straordinario agli enti gestori e un piano di monitoraggio immediato, che impedisca la sospensione di un servizio così essenziale per genitori e studenti».
