Crescita Emilia-Romagna, Tagliaferri (FdI): «Piacenza fuori classifica: la Regione spieghi perché e dica cosa intende fare»

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«Le previsioni CGIA indicano l’Emilia-Romagna come prima Regione in Italia per crescita nel 2026. Un dato positivo, che però non può nascondere un problema evidente: Piacenza non compare tra le province trainanti».

Lo dichiara Giancarlo Tagliaferri, consigliere regionale di Fratelli d’Italia eletto a Piacenza e provincia, annunciando il deposito di un’interrogazione a risposta scritta rivolta alla Giunta regionale.

«La CGIA – spiega Tagliaferri – cita Bologna, Reggio Emilia e Ravenna tra le province con le migliori performance previste. Indica che sei province emiliano-romagnole sono nelle prime quindici a livello nazionale. Piacenza, però, resta fuori da questo quadro. È un dato che non può essere liquidato come marginale».

Secondo Tagliaferri, il tema non è la crescita media regionale, ma la distribuzione territoriale dello sviluppo.
«Una Regione che cresce a due velocità rischia di ampliare i divari interni. Piacenza è una provincia di confine, strategica sul piano logistico, manifatturiero e agroalimentare: se non intercetta la crescita, significa che qualcosa nelle politiche regionali non funziona».

Nell’interrogazione si chiede alla Giunta:
• di chiarire la posizione di Piacenza nel ranking provinciale della crescita prevista 2026;
• di spiegare perché alcune province crescono più di altre;
• di indicare quali misure concrete siano previste per rafforzare il sistema produttivo piacentino nel biennio 2026–2027;
• di chiarire come la Regione coordini le proprie scelte con le misure nazionali e il PNRR, valorizzando il lavoro del Governo e garantendo pari opportunità tra territori.

«Il Governo nazionale – conclude Tagliaferri – ha messo in campo strumenti importanti per crescita, innovazione e competitività. Alla Regione spetta il compito di tradurli in sviluppo diffuso. Piacenza non può restare fuori classifica: la Giunta deve spiegare perché è successo e cosa intende fare per rimediare».

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