«Il commissariamento dell’Emilia-Romagna sul dimensionamento scolastico non è un’offensiva politica, ma l’esito inevitabile di una gestione regionale irresponsabile. Il Partito Democratico prova ora a nascondere i propri ritardi dietro la polemica e dietro il comodo alibi del Governo Draghi, ma i fatti raccontano tutt’altra storia».
Lo dichiara Giancarlo Tagliaferri, consigliere regionale di Fratelli d’Italia in Assemblea legislativa Emilia-Romagna, commentando la decisione del Consiglio dei Ministri.
«Il dimensionamento scolastico è una riforma prevista dal PNRR, confermata negli anni da sentenze della Corte costituzionale, del TAR e del Consiglio di Stato. Le Regioni avevano obblighi chiari, tempi certi e hanno ottenuto anche proroghe. L’Emilia-Romagna ha scelto invece di non adempiere, trasformando una riorganizzazione amministrativa in una battaglia ideologica».
«Appaiono francamente pretestuose – e politicamente deboli – le dichiarazioni del presidente della Regione Michele De Pascale, che parla di parametri “ingiusti” e di un presunto accanimento nei confronti delle Regioni di centrosinistra. I numeri citati dallo stesso De Pascale dimostrano esattamente il contrario: la Regione Emilia-Romagna non ha rispettato i criteri vigenti, non ha formalizzato i piani richiesti e ha ignorato le scadenze, nonostante proroghe e margini di interlocuzione concessi dal Governo».
«Tentare oggi di trasformare una inadempienza amministrativa certificata in una battaglia politica contro l’Esecutivo significa mistificare la realtà. Se davvero la Regione riteneva errati i parametri, avrebbe dovuto agire per tempo nelle sedi istituzionali, non arrivare fuori tempo massimo e poi gridare allo scandalo».
«È falso sostenere che si tratti di “tagli” o di un attacco alla scuola pubblica: il dimensionamento non chiude plessi e non toglie servizi, ma serve a garantire un sistema sostenibile e a non perdere risorse europee già assegnate. Proprio quelle risorse che oggi la Regione ha messo a rischio».
«Il Governo ha agito per responsabilità, per rispettare gli impegni con l’Unione europea e garantire il regolare avvio del prossimo anno scolastico. La vera figuraccia nazionale non è il commissariamento, ma l’incapacità amministrativa di chi governa l’Emilia-Romagna e oggi tenta di scaricare le proprie colpe su altri», conclude Tagliaferri.
«Quando una Regione non fa i compiti, non è vittima di un complotto: è semplicemente responsabile delle proprie scelte».
