Nessuna retromarcia dello Stato: confronto previsto fin dall’inizio, propaganda smontata dai fatti
«Sulla classificazione dei Comuni montani e sull’attuazione della legge Calderoli assistiamo a una lettura dei fatti quantomeno fantasiosa».
Così Giancarlo Tagliaferri, consigliere regionale di Fratelli d’Italia in Emilia-Romagna, replica alle dichiarazioni del collega Lodovico Albasi e dell’assessore Davide Baruffi.
«Il Governo nazionale – chiarisce Tagliaferri – non ha mai chiuso la porta al confronto, né ha mai imposto criteri rigidi o definitivi. La legge prevede un decreto attuativo da definire d’intesa con le Regioni: il dialogo con i territori non è una correzione tardiva, ma il metodo previsto dalla norma».
«Sostenere oggi che il rischio sarebbe stato attenuato grazie all’azione del PD significa semplicemente accorgersi in ritardo di come funziona una legge dello Stato. Il Governo ha sempre dichiarato disponibilità a collaborare con i Sindaci e a evitare penalizzazioni per la montagna vera».
Tagliaferri ricorda inoltre che «le risorse nazionali per la montagna sono state rafforzate negli ultimi anni, non ridotte, e che l’obiettivo è quello di superare squilibri storici e garantire criteri più equi».
«È legittimo difendere il proprio territorio – conclude – meno legittimo è rivendicare meriti che non esistono.
Se oggi qualcuno sperava di aver colto il Governo in fallo, dovrà prendere atto che i fatti raccontano l’opposto: il Governo dialoga, ascolta e lavora con i Sindaci. Da sempre. Il resto è solo propaganda tardiva».
