All’Assessore regionale all’Agricoltura, caccia e pesca, aree interne e programmazione della montagna Alessio Mammi vengono chiesti chiarimenti sull’andamento delle attività di contenimento nei parchi piacentini
Dalla risposta fornita dalla Regione Emilia-Romagna all’interrogazione oggetto n. 2224 emergono dati che, secondo il consigliere regionale Giancarlo Tagliaferri (Fratelli d’Italia), richiedono un approfondimento tecnico puntuale sull’efficacia concreta delle attività di contenimento del cinghiale nelle aree interessate dalla PSA.
Sulla base della documentazione regionale e dei dati già acquisiti tramite accesso agli atti, Tagliaferri ha depositato:
• una nuova interrogazione a risposta scritta;
• una risoluzione assembleare;
finalizzate a chiedere verifiche aggiornate sull’evoluzione degli abbattimenti e sulla coerenza tra strumenti adottati, risultati conseguiti e caratteristiche territoriali delle aree interessate.
Particolarmente rilevanti risultano i dati relativi agli abbattimenti registrati nel 2025 nei parchi piacentini.
Nel Parco dello Stirone e del Piacenziano si passa infatti:
• dai 48 abbattimenti del 2024
• ai 26 del 2025.
Nel Parco fluviale del Trebbia i capi abbattuti nel 2025 risultano invece 23.
“Si tratta di dati che meritano una riflessione molto seria – osserva Tagliaferri – perché in un contesto ancora caratterizzato dalla gestione della PSA sarebbe logico attendersi un rafforzamento delle attività di contenimento e non una loro riduzione.”
La stessa risposta regionale conferma inoltre che:
• la sospensione della braccata derivava dal parere ISPRA antecedente al primo caso PSA del 7 gennaio 2022;
• il territorio piacentino ha successivamente sviluppato modalità operative adattive, come la girata in contiguo;
• l’Assessorato regionale Agricoltura, Caccia e Pesca aveva successivamente sostenuto la necessità di reintrodurre modalità operative maggiormente efficaci per il contenimento.
“La documentazione trasmessa dalla Regione – prosegue Tagliaferri – evidenzia un sistema operativo che nel tempo ha richiesto adattamenti territoriali, strumenti alternativi e successive rivalutazioni tecniche. Per questo oggi servono verifiche continue, dati comparativi aggiornati e valutazioni molto concrete sull’efficacia reale delle misure applicate.”
Gli atti depositati chiedono in particolare:
• monitoraggi periodici pubblici e comparativi sugli abbattimenti;
• relazioni periodiche in Commissione;
• verifiche sull’efficacia delle diverse modalità operative;
• approfondimenti sugli effetti delle limitazioni applicate antecedentemente alla diffusione della PSA;
• strumenti coerenti con le specificità territoriali delle aree collinari e montane della provincia di Piacenza.
“Il tema – conclude Tagliaferri – non può essere affrontato soltanto sul piano teorico o emergenziale. I numeri trasmessi dalla stessa Regione richiedono una verifica tecnica seria della coerenza tra obiettivi dichiarati, strumenti utilizzati e risultati effettivamente ottenuti.”
