“Piacenza tra le province con la più alta incidenza di popolazione straniera: servono programmazione, sostenibilità e controllo reale del territorio”
“La relazione sulla clausola valutativa della Legge regionale 5/2004 rappresenta un documento estremamente significativo perché, al di là della narrazione ideologica costruita in questi anni dalla sinistra regionale, fotografa una realtà molto più complessa e problematica.”
Lo dichiara il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Giancarlo Tagliaferri commentando la relazione regionale sull’attuazione della normativa relativa all’integrazione dei cittadini stranieri immigrati.
“Per anni – prosegue Tagliaferri – ci siamo sentiti ripetere che l’immigrazione fosse automaticamente sinonimo di crescita, equilibrio demografico e inclusione. Oggi, invece, gli stessi dati della Regione certificano criticità profonde che riguardano sostenibilità sociale, pressione sui servizi territoriali, precarietà lavorativa, difficoltà di integrazione e crescente frammentazione sociale.”
Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia evidenzia come l’Emilia-Romagna venga indicata nella stessa relazione come prima Regione italiana per incidenza percentuale di popolazione straniera residente, con il 12,9% sul totale della popolazione, contro una media nazionale del 9,2%.
“Ancora più significativo è il dato territoriale – sottolinea Tagliaferri – perché Piacenza si conferma tra le province con la maggiore incidenza di popolazione straniera dell’intera Emilia-Romagna, con il 15,2%, superata soltanto da Parma.”
“Nel documento regionale si ammette inoltre l’esistenza di aree territoriali ad altissima concentrazione straniera, con particolare riferimento proprio alla fascia settentrionale della provincia di Piacenza e ad alcuni Comuni dove si superano livelli molto elevati di presenza. Castel San Giovanni arriva al 23,6%, mentre il capoluogo Piacenza sfiora il 20%.”
Secondo Tagliaferri, “questi numeri impongono una riflessione seria sulla sostenibilità complessiva del sistema territoriale. Non basta continuare a parlare genericamente di inclusione senza affrontare le conseguenze concrete sui servizi sanitari, sulle politiche abitative, sulla scuola, sul welfare locale e sulla sicurezza urbana.”
Il consigliere regionale richiama inoltre il lavoro già svolto da Fratelli d’Italia in Assemblea legislativa, compresa l’interrogazione presentata nei mesi scorsi proprio sul tema della sostenibilità territoriale dei flussi migratori e dell’impatto sui servizi pubblici, con particolare attenzione alla provincia di Piacenza.
“Il punto politico vero – aggiunge Tagliaferri – è che la Regione continua a parlare di modello ‘plurale, equo e inclusivo’, ma nella stessa relazione emergono dati che raccontano una realtà fatta di precarietà, concentrazione territoriale, squilibri sociali e crescente pressione sui territori.”
“Persino il tema delle seconde generazioni – conclude il consigliere regionale di Fratelli d’Italia – non può essere affrontato con slogan o approcci ideologici. Servono integrazione reale, legalità, rispetto delle regole, coesione sociale e una programmazione seria dei flussi migratori, in linea con il lavoro che il Governo nazionale sta portando avanti sul contrasto all’immigrazione irregolare e sulla gestione ordinata degli ingressi regolari.”
“La Regione Emilia-Romagna dovrebbe finalmente uscire dalla propaganda e iniziare ad affrontare il tema con maggiore concretezza e responsabilità istituzionale.”
