DEFR 2027-2029. Tagliaferri (FdI): «Programmare non basta. La Regione dimostri di saper trasformare i piani in risultati concreti»

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«Un Documento di economia e finanza si giudica dalla capacità di migliorare la vita dei cittadini, non dal numero delle pagine o dall’entità delle risorse programmate».

È questo il messaggio lanciato dal consigliere regionale di Fratelli d’Italia Giancarlo Tagliaferri nel suo intervento in Aula durante il dibattito, ancora in corso, sul Documento di Economia e Finanza Regionale (DEFR) 2027-2029. Nel corso del confronto, Tagliaferri ha riconosciuto la solidità dell’impianto programmatorio del Documento, ma ha sottolineato come il vero banco di prova sarà la capacità della Giunta di trasformare gli obiettivi indicati in risultati concreti e misurabili.
«Il DEFR – afferma Tagliaferri – fotografa un’Emilia-Romagna che continua ad avere fondamentali economici positivi, ma che opera in uno scenario internazionale caratterizzato da rallentamento della crescita, tensioni geopolitiche e margini finanziari sempre più limitati. Proprio per questo la programmazione regionale dovrà dimostrare di saper individuare con chiarezza le vere priorità, evitando la dispersione delle risorse e concentrandole sugli interventi strategici per lo sviluppo del territorio».
Particolare attenzione è stata dedicata al Piano regionale degli investimenti, che il DEFR quantifica in quasi 24 miliardi di euro.
«Si tratta di una dimensione economica molto rilevante – osserva il consigliere di Fratelli d’Italia – ma una cifra inserita in un piano non coincide automaticamente con un’infrastruttura realizzata, con un servizio migliorato o con un beneficio percepito dai cittadini. Per questo ho chiesto che l’Assemblea possa disporre periodicamente di strumenti di monitoraggio chiari, con cronoprogrammi, indicatori di avanzamento e risultati effettivamente conseguiti. La trasparenza nella realizzazione degli investimenti rappresenta una condizione essenziale per consentire all’Assemblea di esercitare pienamente il proprio ruolo di controllo».
Nel suo intervento Tagliaferri ha quindi richiamato l’attenzione sulla sanità pubblica, ricordando che il miglioramento degli equilibri economici dovrà tradursi in un miglioramento altrettanto evidente della qualità dei servizi.
«Ridurre il disavanzo delle Aziende sanitarie è certamente un risultato importante – prosegue – ma il vero parametro di valutazione rimane ciò che i cittadini sperimentano ogni giorno: tempi di attesa, funzionamento della medicina territoriale, assistenza domiciliare, operatività delle Case della Comunità e qualità complessiva delle prestazioni. Programmare significa assumere impegni verificabili e dotarsi di indicatori capaci di misurarne concretamente l’attuazione».
Un passaggio significativo è stato dedicato anche al territorio piacentino e ai temi dell’agricoltura, della gestione della risorsa idrica e della sicurezza del territorio.
«Piacenza – sottolinea Tagliaferri – rappresenta un territorio strategico per l’intera Emilia-Romagna, grazie alla sua vocazione logistica, industriale e agricola. Servono infrastrutture moderne, collegamenti efficienti e una gestione della risorsa idrica capace di garantire equilibrio tra i diversi territori. Sul tema della diga del Brugneto continueremo a sostenere una posizione chiara: riconoscere il diritto di Genova all’approvvigionamento idropotabile significa, con la stessa forza, tutelare il diritto della Val Trebbia, dell’agricoltura piacentina e dell’ambiente al rispetto del Deflusso Minimo Vitale e a una gestione trasparente e condivisa dell’acqua».
Tagliaferri conclude ribadendo l’impostazione con cui Fratelli d’Italia intende affrontare il confronto sul DEFR.
«Abbiamo riconosciuto gli aspetti positivi del Documento e l’ambizione del Piano degli investimenti, ma la credibilità della programmazione regionale si misurerà esclusivamente sulla capacità di trasformare gli obiettivi in risultati. Continueremo a svolgere un’opposizione seria, documentata e rigorosa, studiando gli atti, verificando i dati e avanzando proposte nell’interesse dell’Emilia-Romagna e dei suoi territori. Perché la credibilità delle istituzioni non si misura dalla qualità delle intenzioni, ma dalla capacità di trasformarle in fatti».