Il Vicepresidente dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, con delega agli emiliano-romagnoli nel mondo, parteciperà al 30° Incontro provinciale delle Comunità piacentine nel mondo
Lo dichiara Giancarlo Tagliaferri, Vicepresidente dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna, al quale l’Ufficio di Presidenza ha assegnato la delega specifica agli emiliano-romagnoli nel mondo, che questa mattina parteciperà a Veleia Romana, nel Comune di Lugagnano Val d’Arda, al 30° Incontro provinciale “Le Comunità Piacentine nel Mondo”.
Una ricorrenza particolarmente significativa, promossa nel segno del rapporto tra il territorio piacentino e le sue comunità all’estero e che quest’anno intreccia idealmente alcune delle figure che più profondamente hanno segnato la storia e l’identità piacentina: Giuseppe Verdi e San Giovanni Battista Scalabrini, richiamati anche nell’opera realizzata dal giovane artista Alessandro Umberto Seggio, diciottenne di Fiorenzuola d’Arda, dedicata ai piacentini nel mondo.
«Essere presente oggi a Veleia – sottolinea Tagliaferri – assume per me un significato ulteriore proprio per la responsabilità che mi è stata affidata dall’Ufficio di Presidenza dell’Assemblea legislativa. Una delega che considero tutt’altro che formale: significa occuparsi di donne, uomini, famiglie e associazioni che, pur vivendo a migliaia di chilometri dall’Emilia-Romagna, continuano a mantenere con questa terra rapporti culturali, affettivi e spesso anche economici profondissimi».
Il Vicepresidente richiama quindi il valore storico dell’emigrazione piacentina.
«Per comprendere davvero cosa siano le nostre comunità nel mondo bisogna partire dalle storie delle persone. Generazioni di piacentini hanno lasciato i nostri paesi, le vallate e le montagne portando con sé non soltanto la necessità di costruirsi una vita altrove, ma una cultura del lavoro, della famiglia, della solidarietà e dell’appartenenza che ancora oggi ritroviamo nelle associazioni dei nostri corregionali all’estero. La loro storia non deve essere confinata nell’album dei ricordi: deve essere trasmessa soprattutto ai giovani».
Proprio il dialogo fra le generazioni è, secondo Tagliaferri, una delle sfide sulle quali concentrare l’azione delle istituzioni regionali.
«Oggi parlare di emiliano-romagnoli nel mondo non può significare soltanto custodire la memoria dell’emigrazione del Novecento. Dobbiamo riuscire a coinvolgere i figli e i nipoti di quelle generazioni e, contemporaneamente, guardare ai tanti giovani che oggi studiano, lavorano e costruiscono esperienze professionali all’estero. Sono fenomeni diversi, naturalmente, ma entrambi ci interrogano sulla capacità dell’Emilia-Romagna di mantenere vivo un rapporto con chi parte».
Tagliaferri evidenzia inoltre il significato della scelta di Veleia Romana come sede dell’incontro.
«Trovo particolarmente bello che il trentesimo incontro provinciale si svolga qui, in un luogo che racconta quanto siano profonde le radici della nostra terra. Radici, però, non significa immobilità. Le radici servono a sapere da dove veniamo anche quando la vita ci conduce lontano».
Un pensiero particolare viene rivolto alle associazioni e alle persone che, spesso attraverso un’attività volontaria, continuano a tenere insieme questa rete di relazioni.
«Alle comunità piacentine nel mondo, a chi negli anni le ha costruite e mantenute vive e a chi quotidianamente lavora per conservare questi rapporti va il mio ringraziamento istituzionale e personale. Come Vicepresidente dell’Assemblea legislativa e come delegato agli emiliano-romagnoli nel mondo intendo ascoltare molto: capire esigenze, raccogliere proposte e verificare dove l’istituzione regionale possa rendere ancora più efficace il proprio sostegno».
Infine, Tagliaferri richiama il valore simbolico dell’opera dedicata ai piacentini nel mondo, nella quale si incontrano Verdi e Scalabrini.
«Sono due figure diversissime eppure entrambe universali, partite idealmente da questa terra per parlare al mondo. Verdi attraverso la musica e Scalabrini attraverso la straordinaria attenzione verso i migranti. Vederli reinterpretati dallo sguardo di un ragazzo piacentino di diciotto anni offre forse l’immagine più bella della giornata: una memoria che non rimane ferma nel passato, ma passa nelle mani di una nuova generazione e continua il proprio viaggio».
«È questo – conclude Tagliaferri – il senso che vorrei accompagnasse il mio impegno nella delega ricevuta: tenere insieme radici e futuro, Piacenza e l’Emilia-Romagna con il resto del mondo. Perché si può vivere lontanissimi da casa senza avere mai smesso di farne parte».
