Interrogazione alla Regione dopo il caso segnalato a Piacenza: «Voglio sapere quanti solleciti siano stati contestati e poi annullati o rettificati perché non dovuti»
«Ventitré euro possono sembrare una cifra modesta. Ma la questione diventa tutt’altro che modesta quando un cittadino sostiene di non doverli, contesta la richiesta e successivamente riceve un nuovo sollecito maggiorato, accompagnato dalla prospettazione della riscossione coattiva. Se la ricostruzione pubblicata dalla stampa sarà confermata, è evidente che qualcosa nella procedura merita di essere verificato.»
Lo dichiara Giancarlo Tagliaferri, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, annunciando un’interrogazione a risposta scritta alla Giunta regionale dopo la protesta di un lettore pubblicata da Libertà.
Secondo quanto riferito dal cittadino, nel 2025 avrebbe richiesto un appuntamento in libera professione con un primario del Polichirurgico di Piacenza. La visita sarebbe stata regolarmente effettuata e pagata, con relativa fattura conservata. Qualche mese dopo, tuttavia, sarebbe arrivato dall’AUSL un primo sollecito per un ticket di 23 euro.
«Il cittadino – prosegue Tagliaferri – riferisce di avere risposto spiegando che, trattandosi di una visita effettuata in regime di libera professione e già pagata, riteneva di non dovere alcuna ulteriore somma. E qui arriva il punto che considero più delicato: nonostante questa contestazione, nei giorni scorsi avrebbe ricevuto un secondo sollecito da 29 euro, che lo stesso interessato riconduce ai 23 euro originariamente richiesti più ulteriori 6 euro, con l’avvertimento che si sarebbe proceduto, senza ulteriori preavvisi, alla riscossione coattiva tramite iscrizione a ruolo.»
Tagliaferri precisa che sarà naturalmente l’AUSL di Piacenza a dover chiarire se, nel caso specifico, la somma fosse effettivamente dovuta.
«Non intendo sostituirmi agli uffici né dare per accertata la ricostruzione di una delle parti. Proprio per questo ho presentato un’interrogazione. Ma c’è una domanda molto semplice alla quale credo sia necessario rispondere: quando un cittadino contesta una richiesta di pagamento spiegandone le ragioni, prima di inviare un secondo sollecito, aumentare l’importo e prospettare la riscossione coattiva, qualcuno verifica effettivamente la pratica?»
L’interrogazione non si limita quindi al singolo episodio.
«Ho chiesto alla Regione di conoscere quanti solleciti di pagamento siano stati emessi dall’AUSL di Piacenza negli anni 2024, 2025 e 2026, quanti siano stati contestati dagli utenti e quanti siano stati successivamente annullati o rettificati perché risultati, in tutto o in parte, non dovuti. Voglio inoltre sapere se vi siano stati casi nei quali richieste successivamente riconosciute come non dovute abbiano comunque generato interessi, maggiorazioni o procedure di riscossione.»
Il consigliere regionale chiede infine alla Giunta di verificare le procedure utilizzate dall’AUSL per distinguere le prestazioni erogate nell’ambito del Servizio sanitario da quelle effettuate in regime di libera professione e, soprattutto, cosa accada amministrativamente quando un cittadino contesta formalmente una richiesta.
«Un’Azienda sanitaria ha naturalmente il diritto e il dovere di recuperare le somme che le sono dovute. Ma deve essere altrettanto rigorosa nel verificare che quelle somme siano realmente dovute prima di aggravare la posizione del cittadino. Chiedere ai cittadini di pagare quanto devono è doveroso. Chiedere loro di pagare ciò che non devono, se questo fosse confermato, sarebbe semplicemente inaccettabile.»
