Siccità, Tagliaferri (FdI): «Piacenza non può vivere ogni estate contando i metri cubi d’acqua. Alla Regione chiedo il piano per i prossimi 10-20 anni»

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Il consigliere regionale presenta una richiesta di accesso agli atti: «Invasi, infrastrutture, fabbisogni dell’agricoltura, Trebbia e Brugneto, risorse e tempi. Basta arrivare all’estate per scoprire che manca l’acqua»

«Piacenza non può vivere ogni estate contando i metri cubi d’acqua disponibili e aspettando di sapere quanto pioverà la settimana successiva. La gestione dell’emergenza è necessaria quando l’emergenza arriva, ma dopo anni di siccità e criticità idriche quello che serve è soprattutto una strategia.»
Lo afferma Giancarlo Tagliaferri, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, annunciando di avere presentato una richiesta di accesso agli atti alla Regione Emilia-Romagna per ricostruire il quadro della programmazione relativa alla sicurezza idrica del territorio piacentino.
«Non mi interessa alimentare l’ennesima discussione su chi avrebbe dovuto aprire una diga qualche giorno prima o qualche giorno dopo. Voglio capire perché nel 2026 siamo ancora costretti ad affrontare il problema dell’acqua prevalentemente quando l’acqua comincia a mancare.»
La richiesta punta quindi ad acquisire un quadro preciso degli invasi e delle infrastrutture idriche esistenti e programmate, dei fabbisogni dell’agricoltura piacentina, delle necessità delle filiere zootecniche di collina e montagna, delle risorse stanziate e degli interventi effettivamente realizzati o ancora da realizzare.
Un approfondimento specifico riguarda inoltre il Trebbia e il bacino del Brugneto, tema che da anni accompagna le estati piacentine.
«Sul Brugneto abbiamo assistito troppo spesso a una discussione ridotta a quanti milioni di metri cubi siano disponibili o vengano rilasciati. È certamente importante sapere quanta acqua arriva, ma la domanda politica vera è un’altra: quale sistema vogliamo costruire affinché fra dieci o vent’anni il Piacentino disponga di una maggiore sicurezza idrica?»
Per Tagliaferri il problema riguarda direttamente anche la competitività del sistema agricolo.
«Senza disponibilità d’acqua non esiste programmazione agricola seria. E senza un’agricoltura produttiva diventano più fragili anche collina e montagna, perché chi lavora la terra svolge contemporaneamente una funzione economica, ambientale e di presidio del territorio.»
Da qui la richiesta alla Regione di mettere a disposizione non soltanto l’elenco degli interventi, ma anche risorse, cronoprogrammi, stato di avanzamento e capacità di accumulo aggiuntiva prevista per il territorio piacentino.
«Non sto chiedendo alla Regione di far piovere. Sto chiedendo qualcosa che rientra pienamente nella responsabilità della politica: programmare.»
Tagliaferri conclude:
«Il meteo non lo governa la Regione. La programmazione delle infrastrutture idriche, però, non la può affidare alle previsioni del tempo. Piacenza merita una strategia, non il bollettino dell’emergenza.»