MALTEMPO, TAGLIAFERRI (FDI): «GRANDINE DEVASTANTE NEL PIACENTINO. LA REGIONE AVVII SUBITO LA RICOGNIZIONE DEI DANNI ALLE AZIENDE AGRICOLE»

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«Quanto accaduto ieri pomeriggio nel Piacentino non può essere liquidato come l’ennesimo episodio di maltempo estivo. In diverse zone della provincia la grandine ha assunto dimensioni eccezionali e, insieme alle fortissime raffiche di vento e ai nubifragi, ha provocato danni che dalle prime segnalazioni appaiono molto pesanti sia alle colture sia alle strutture delle aziende agricole».

Lo dichiara Giancarlo Tagliaferri, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, intervenendo dopo la violenta perturbazione che venerdì 28 agosto ha attraversato il territorio piacentino.
«Le segnalazioni arrivano da un’area molto vasta: da Sarmato, Calendasco, San Nazzaro e Castel San Giovanni alla Val d’Arda, con Vernasca e Lugagnano, dalla zona di Carpaneto fino all’Alta Val Trebbia e all’Alta Val Nure. Non stiamo quindi parlando di un fenomeno circoscritto a poche aziende».
Particolarmente preoccupanti, sottolinea Tagliaferri, sono i danni alle produzioni ancora in campo.
«In questo momento dell’anno basta una manciata di minuti per compromettere il lavoro di un’intera stagione. Vigneti con uve rosse ancora da vendemmiare, pomodoro da industria e mais sono stati investiti dalla grandine proprio nella fase conclusiva del ciclo produttivo. A questo si aggiungono i danni alle strutture: coperture di cascine, stalle, fienili e porticati, impianti fotovoltaici e persino macchinari agricoli».
Per il consigliere regionale occorre adesso passare rapidamente dalla conta dei danni agli strumenti di sostegno.
«Chiedo alla Regione Emilia-Romagna di attivare immediatamente, attraverso le strutture competenti e in raccordo con i territori, una ricognizione puntuale dei danni, sia alle produzioni sia alle strutture aziendali, verificando contestualmente quali strumenti possano essere messi in campo per sostenere le imprese colpite».
Tagliaferri invita inoltre le aziende interessate a documentare tempestivamente i danni, conservando fotografie, segnalazioni e ogni elemento utile alle successive procedure.
«Gli agricoltori piacentini stanno facendo i conti da anni con una successione sempre più difficile di siccità, eventi atmosferici violenti, fitopatie, fauna selvatica e aumento dei costi. Quando un fenomeno di questa intensità colpisce aziende che sono a pochi giorni dalla raccolta, la risposta delle istituzioni deve essere altrettanto rapida».
«Prima quantifichiamo con precisione ciò che è accaduto – conclude Tagliaferri – prima possiamo capire quali strumenti utilizzare. Chi questa mattina entra in un campo devastato dalla grandine non ha bisogno di burocrazia: ha bisogno di sapere che le istituzioni ci sono e che i danni verranno verificati rapidamente.»