«servono controlli, telemonitoraggio, manutenzione e soccorsi tempestivi. piacenza con progetto vita è un modello da valorizzare»
«La nuova legge regionale sulla cardioprotezione rappresenta un passo importante, ma non possiamo limitarci a contare quanti defibrillatori vengono installati sul territorio. Dobbiamo sapere quanti siano realmente funzionanti, quanti siano accessibili ventiquattr’ore su ventiquattro, quanti siano sottoposti a manutenzione e quanti possano essere individuati immediatamente da un cittadino durante un’emergenza. Un defibrillatore che non funziona, che è stato danneggiato o che nessuno riesce a trovare in tempo rischia di essere inutile proprio quando dovrebbe salvare una vita».
È quanto dichiara Giancarlo Tagliaferri, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, intervenuto oggi in Assemblea legislativa durante la discussione del progetto di legge sulla gestione dell’arresto cardiaco extraospedaliero.
«La cardioprotezione non si realizza con gli annunci o con una semplice banca dati. Occorre garantire che ogni dispositivo sia efficiente, che le informazioni sulla sua disponibilità siano costantemente aggiornate e che esistano responsabilità precise per la manutenzione e il ripristino in caso di guasti o vandalismi. Non è accettabile che un cittadino possa essere indirizzato verso un defibrillatore segnalato come disponibile e poi scoprire che non è utilizzabile».
Tagliaferri richiama l’esperienza piacentina: «Quando ero sindaco di San Giorgio Piacentino promossi l’installazione di defibrillatori sul territorio, convinto che la prevenzione e la tempestività dei soccorsi dovessero diventare una responsabilità condivisa. Da allora ho continuato a occuparmi di cardioprotezione anche attraverso iniziative e atti in Regione. Piacenza, grazie allo straordinario lavoro dell’associazione Progetto Vita, rappresenta un’esperienza di riferimento nella diffusione dei DAE, nella loro accessibilità e nella formazione dei cittadini».
«Ma non basta installare i dispositivi. Servono sistemi di telecontrollo capaci di segnalare tempestivamente anomalie e malfunzionamenti, verifiche periodiche, teche accessibili e una segnaletica chiara. La Regione deve inoltre sostenere i Comuni, soprattutto quelli più piccoli e montani, affinché i cittadini possano conoscere facilmente la posizione dei defibrillatori».
Il consigliere affronta anche il tema della catena del soccorso: «Ho chiesto particolare attenzione al funzionamento del Numero Unico di Emergenza 112 e al coordinamento con il 118. In caso di arresto cardiaco ogni secondo è prezioso e occorre verificare che i passaggi tra le centrali operative siano organizzati per ridurre al minimo i tempi di intervento. Servono dati trasparenti sui tempi di risposta, sui trasferimenti delle chiamate e sull’attivazione effettiva dei soccorsi».
«Proprio ieri abbiamo appreso del salvataggio di una diciannovenne tedesca colpita da arresto cardiaco a Cesena, grazie al lavoro coordinato del 118 Romagna Soccorso, dell’ospedale Bufalini, di Villa Maria Cecilia e del Sant’Orsola di Bologna. A questi professionisti va il nostro riconoscimento: è la dimostrazione concreta delle competenze presenti nella nostra sanità e dell’importanza di una rete di emergenza efficiente».
Tagliaferri esprime inoltre pieno sostegno agli ordini del giorno presentati dai colleghi di Fratelli d’Italia Luca Pestelli e Nicola Marcello: «Il primo richiama la necessità di migliorare la connettività e l’affidabilità dell’applicazione DAE respondER, soprattutto nelle aree montane e isolate. Il secondo affronta un tema di grande sensibilità: garantire ai cittadini che intervengono volontariamente per salvare una vita la possibilità di ricevere, gratuitamente e nel rispetto della riservatezza, un sostegno psicologico dopo un’esperienza che può essere profondamente traumatica».
«Non possiamo chiedere ai cittadini di diventare parte attiva della catena del soccorso e poi lasciarli soli quando l’emergenza è terminata», sottolinea Tagliaferri.
«La nuova legge deve essere un punto di partenza, non un traguardo da celebrare. La vera cardioprotezione si misura nelle vite salvate, nella tempestività dei soccorsi e nella capacità di garantire dispositivi funzionanti e accessibili in ogni territorio dell’Emilia-Romagna. Su questo continueremo a vigilare, perché la sicurezza dei cittadini non può fermarsi alle dichiarazioni di principio», conclude Tagliaferri.

