CASE POPOLARI, TAGLIAFERRI (FDI): «UNA NOTTE IN AULA PER DIFENDERE EQUITÀ E TRASPARENZA. LA REGIONE NON PUÒ IGNORARE CHI ATTENDE UNA CASA DA ANNI»

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«Respinti gli emendamenti dell’opposizione. servono regole chiare, controlli e risposte concrete alle famiglie piacentine»

«Siamo rimasti in Assemblea legislativa fino alle prime ore del mattino per contestare una revisione delle regole di accesso agli alloggi popolari che, a nostro giudizio, non affronta adeguatamente il problema dell’equità nelle assegnazioni. La maggioranza ha respinto le proposte dell’opposizione, ma non può pensare che con un voto si chiuda una questione che riguarda migliaia di famiglie».

È quanto dichiara Giancarlo Tagliaferri, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, commentando la discussione sugli oggetti 2974 e 2975, dedicati rispettivamente ai requisiti di accesso e permanenza negli alloggi ERP e al finanziamento del piano straordinario per il patrimonio abitativo pubblico e sociale.

«La Regione ha eliminato dalla propria disciplina la possibilità di attribuire punteggi premiali per l’anzianità di residenza o di attività lavorativa e ha modificato il requisito lavorativo precedentemente previsto per una categoria di cittadini stranieri regolarmente soggiornanti. Sappiamo che queste modifiche si inseriscono in un quadro giurisprudenziale che deve essere rispettato. Ma rispettare le sentenze non significa rinunciare a individuare, nei limiti della legge, strumenti più efficaci per riconoscere le situazioni di reale bisogno e assicurare graduatorie trasparenti».

«Per questo abbiamo presentato proposte emendative e sostenuto gli ordini del giorno dei colleghi di Fratelli d’Italia, chiedendo maggiore attenzione alle famiglie con figli, alle persone con disabilità, a chi ha perso il lavoro, ai nuclei in emergenza abitativa e a coloro che attendono da anni un’assegnazione».

Tagliaferri richiama anche le condizioni del territorio piacentino.

«A Piacenza e nei Comuni della provincia il problema non si risolve contrapponendo una famiglia all’altra. Si risolve aumentando la disponibilità di alloggi effettivamente utilizzabili, recuperando quelli sfitti, controllando i requisiti e rendendo pubblici i tempi di assegnazione. Ogni alloggio pubblico inutilizzato rappresenta una risposta che non arriva a una famiglia in difficoltà».

Sul progetto di legge che autorizza il ricorso all’indebitamento fino a 200 milioni di euro per il recupero e l’incremento del patrimonio ERP ed ERS, Tagliaferri chiede risultati misurabili.

«La Regione annuncia un piano finanziario importante. Ma vogliamo sapere quanti alloggi saranno effettivamente recuperati, quanti rimarranno destinati all’edilizia residenziale pubblica, quanti entreranno nell’edilizia sociale, quali saranno i canoni applicati e come verranno distribuite le risorse tra le province. Non basta autorizzare finanziamenti: bisogna dimostrare che le famiglie più fragili non verranno lasciate indietro».

«La nostra richiesta è semplice: criteri rispettosi della legge, controlli rigorosi, monitoraggio delle graduatorie e risposte concrete a chi ha davvero bisogno di una casa. È questa la responsabilità che la Regione deve assumersi. E su questo continueremo a esercitare il nostro controllo», conclude Tagliaferri.