«Il 17 agosto un episodio critico alla stazione di Piacenza ha posto una domanda molto concreta: quali conseguenze ci sono state per chi doveva prendere il treno? Quante corse hanno subito ritardi, per quanti minuti e con quali eventuali soppressioni? È questo che voglio ricostruire», dichiara Giancarlo Tagliaferri, consigliere di Fratelli d’Italia nell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna.
La richiesta di approfondimento collegata alla pratica n. 351/2026 riguarda la regolarità del servizio, non la statistica delle aggressioni ai lavoratori. «Gli utenti hanno diritto a conoscere l’impatto reale degli episodi critici sulla circolazione. Le segnalazioni alle forze dell’ordine e le causali dei ritardi sono dati diversi: vanno spiegati e non confusi», osserva Tagliaferri.
Un secondo punto riguarda la controlleria. «Il contratto di servizio prevede almeno 60.000 ore-uomo annue aggiuntive rispetto ai controlli ordinari del capotreno. Chiedo quante siano state effettivamente svolte e quali verifiche siano state eseguite. Non sto sostenendo che il contratto sia stato violato: voglio conoscere i consuntivi, perché gli obblighi devono poter essere misurati», precisa il consigliere.
«La sicurezza del personale è oggetto di un altro percorso istituzionale. Qui la questione è la qualità del servizio per pendolari e viaggiatori di Piacenza: servono numeri su ritardi, soppressioni e capacità di ripristino, non soltanto descrizioni delle procedure», conclude Tagliaferri.

