«L’inclusione scolastica non può fermarsi alle dichiarazioni di principio. Occorre conoscere quali interventi siano stati concretamente realizzati, quali risorse siano arrivate nei territori e quali risultati siano stati ottenuti. Per questo ho presentato un’interrogazione a risposta scritta alla Giunta regionale, chiedendo dati puntuali sulle misure finanziate attraverso il Programma regionale FSE+ 2021–2027 e sulle ricadute per la provincia di Piacenza»
Lo dichiara Giancarlo Tagliaferri, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, intervenendo sul tema dell’inclusione scolastica e del contrasto alle povertà educative nel territorio piacentino.
«La composizione della popolazione scolastica è cambiata negli ultimi anni, così come le esigenze educative e formative degli istituti. Si tratta di trasformazioni che richiedono una programmazione attenta, capace di tenere conto delle competenze linguistiche, delle condizioni socioeducative, della distribuzione degli studenti e delle caratteristiche dei diversi territori».
L’interrogazione si concentra sulle misure regionali destinate al contrasto delle povertà educative e all’inclusione nelle comunità scolastiche e territoriali.
«La Regione Emilia-Romagna ha previsto specifici interventi nell’ambito del PR FSE+, fra cui un secondo bando approvato con la deliberazione di Giunta n. 2057 del 2025, con una dotazione complessiva di 1.281.807 euro e rivolto a 22 Comuni individuati sulla base di determinati requisiti demografici».
«La domanda è semplice: quali Comuni piacentini hanno potuto accedere a queste opportunità? Quanti progetti sono stati finanziati? Quante risorse sono state effettivamente assegnate al nostro territorio? E quali risultati sono stati raggiunti?».
Tagliaferri spiega che l’atto ispettivo chiede anche di conoscere le attività educative e formative attivate, gli studenti coinvolti, gli strumenti utilizzati per monitorarne l’efficacia e gli eventuali fabbisogni ancora insoddisfatti.
«È importante verificare se vi siano Comuni che, pur presentando necessità educative documentate, non abbiano potuto accedere alle misure regionali per effetto dei requisiti previsti dai bandi. Non significa contestare automaticamente quei criteri: significa valutarne concretamente gli effetti e comprendere se siano necessari strumenti complementari».
Il consigliere richiama inoltre la distinzione fra le diverse responsabilità istituzionali.
«Gli organici dei docenti e del personale ATA dipendono dalle amministrazioni scolastiche statali. La Regione, però, esercita competenze importanti nel diritto allo studio, nella qualificazione dell’offerta formativa e nel contrasto alle povertà educative. È su queste responsabilità che chiediamo alla Giunta di fornire risposte verificabili».
Particolare attenzione viene riservata alla distribuzione territoriale degli interventi e ai bisogni dei Comuni più piccoli.
«Le esigenze non sono identiche in tutte le scuole e in tutti i territori. Per questo ho chiesto anche se la Regione abbia effettuato una ricognizione specifica dei fabbisogni piacentini, coinvolgendo istituti, enti locali e amministrazione scolastica, e se siano previste ulteriori iniziative per le realtà che non rientrano negli attuali requisiti di accesso ai finanziamenti».
«L’obiettivo è garantire che le risorse pubbliche raggiungano concretamente gli studenti e le comunità che ne hanno bisogno. Per farlo occorrono dati, trasparenza, programmazione e una valutazione seria dei risultati».
«Con questa interrogazione intendiamo verificare non soltanto quanto la Regione abbia stanziato, ma soprattutto quanto sia arrivato a Piacenza e quali benefici abbia effettivamente prodotto. Su questi elementi attendiamo una risposta puntuale dalla Giunta regionale», conclude Tagliaferri.
Scarica l’interrogazione – Inclusione scolastica e povertà educative a Piacenza
