TAGLIAFERRI: «FIUMI TORRENTIZI, IL DEFLUSSO ECOLOGICO NON PUÒ ESSERE SOLO UN NUMERO: TREBBIA, NURE, ARDA E TIDONE VANNO VALUTATI SUI DATI REALI»

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«La tutela dei nostri fiumi non si mette in discussione. Proprio per questo dobbiamo pretendere che le regole siano applicate conoscendo davvero i corsi d’acqua ai quali vengono applicate. Trebbia, Nure, Arda e Tidone sono bacini con caratteristiche proprie e, in molti tratti, con un regime fortemente torrentizio e marcate variazioni stagionali delle portate. È da questa realtà che bisogna partire».

È il tema della Risoluzione presentata dal consigliere regionale piacentino Giancarlo Tagliaferri, che porta in Assemblea legislativa la questione delle modalità di applicazione del Deflusso Ecologico nei corsi d’acqua appenninici a marcato regime torrentizio.

L’atto non propone una disapplicazione generalizzata del Deflusso Minimo Vitale o del Deflusso Ecologico. Chiede invece alla Regione di promuovere, insieme ad ARPAE e all’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po, una ricognizione specifica sull’applicazione del Deflusso Ecologico, con particolare riferimento ai bacini piacentini di Trebbia, Nure, Arda e Tidone, verificando attraverso serie storiche e dati idrologici se siano necessari approfondimenti riferiti ai singoli corpi idrici.

«La domanda che pongo è molto concreta – spiega Tagliaferri –: stiamo utilizzando fino in fondo i dati di cui disponiamo per rappresentare la reale stagionalità dei nostri corsi d’acqua? Un torrente appenninico non presenta durante l’anno condizioni uniformi. Per questo ritengo utile verificare tecnicamente se le modalità applicative siano sempre adeguate alle caratteristiche idromorfologiche e alle condizioni effettivamente rilevate».

La Risoluzione nasce anche dall’esperienza dell’estate 2026, durante la quale il tema della scarsità idrica e delle deroghe temporanee ha nuovamente evidenziato la necessità di contemperare tutela degli ecosistemi e utilizzazioni legittime della risorsa attraverso informazioni aggiornate, monitoraggio e programmazione preventiva. Nell’atto si chiede infatti di rendere maggiormente accessibili e confrontabili i dati sulle portate, sui valori di Deflusso Ecologico applicabili, sulle limitazioni dei prelievi e sulle richieste di deroga presentate, accolte o respinte.

Un passaggio riguarda direttamente anche la RIRER, la Rete integrata regionale idro-meteo-pluviometrica e agrometeorologica, gestita da ARPAE. Proprio il 28 settembre la Regione ha annunciato che le risorse destinate alla gestione e manutenzione della rete salgono complessivamente a 2,3 milioni di euro. La RIRER raccoglie ed elabora informazioni utilizzate per monitoraggio, allertamento e modelli previsionali e fornisce dati anche a supporto delle attività agricole.

«Se investiamo milioni di euro per raccogliere dati sempre più tempestivi e accurati – prosegue Tagliaferri – quei dati devono poter concorrere anche a decisioni sempre più aderenti alle condizioni reali dei singoli bacini. È precisamente ciò che chiediamo: misurare, confrontare, conoscere e poi decidere».

L’atto sollecita inoltre un confronto preventivo, prima delle fasi stagionali di maggiore criticità, con enti territoriali, Consorzi di bonifica e altri soggetti istituzionali interessati, e propone di valutare strumenti di gestione dinamica delle situazioni di scarsità idrica fondati sulle portate effettive e sul monitoraggio continuo.

«Non si tratta di contrapporre agricoltura e ambiente – conclude Tagliaferri – né di abbassare le tutele dei corsi d’acqua. Si tratta di verificare se sia possibile renderne la gestione più puntuale, trasparente e fondata sulle caratteristiche reali di Trebbia, Nure, Arda e Tidone. Abbiamo reti di monitoraggio, serie storiche e competenze tecniche: chiediamo che vengano utilizzate fino in fondo e che la Regione riferisca poi in Commissione sugli esiti della ricognizione».

Scarica la risoluzione – Deflusso Ecologico