Il consigliere regionale predispone un accesso agli atti sul Fondo 2026: «Vogliamo conoscere il riparto per distretto, i risultati dell’assistenza domiciliare, i posti nelle CRA e le risorse destinate alla montagna piacentina»
Piacenza, 9 ottobre 2026 – «Trentanove milioni di euro per la non autosufficienza nel Piacentino sono una cifra importante, che non intendiamo certo sminuire. Ma tra uno stanziamento annunciato e un servizio effettivamente garantito a una persona fragile c’è un percorso amministrativo e organizzativo sul quale la Regione deve assicurare piena trasparenza».
Lo dichiara Giancarlo Tagliaferri, consigliere di Fratelli d’Italia nell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna, intervenendo sull’assegnazione di circa 39,1 milioni di euro all’AUSL di Piacenza nell’ambito del Fondo regionale per la non autosufficienza 2026.
«I consiglieri della maggioranza hanno illustrato con soddisfazione l’aumento delle risorse rispetto all’anno precedente. Bene. Ma alle famiglie che ogni giorno assistono un genitore anziano, una persona con disabilità o un familiare non autosufficiente interessa soprattutto sapere quali prestazioni saranno disponibili, in quali tempi e con quale continuità».
Per questo Tagliaferri ha predisposto una richiesta di accesso agli atti finalizzata a ricostruire il riparto delle risorse, la loro destinazione nei distretti piacentini e i risultati concretamente conseguiti.
«Chiediamo di conoscere quanto sarà destinato all’assistenza domiciliare, quanto alle Case residenza per anziani, quanto ai servizi per la disabilità e quanto ai percorsi di dimissione protetta. Ma soprattutto vogliamo sapere quanti cittadini potranno beneficiarne e quali miglioramenti siano previsti rispetto al 2025».
Il consigliere richiama anche le criticità già affrontate attraverso precedenti iniziative regionali.
«Sull’assistenza domiciliare, sui percorsi di presa in carico e sulle attese per l’ingresso nelle strutture residenziali abbiamo già presentato richieste precise. Non intendiamo ripetere le stesse domande. Questa volta vogliamo ricostruire il rapporto tra programmazione finanziaria e risultati, verificando anche come le risorse vengano distribuite tra i diversi territori».
Un’attenzione particolare sarà dedicata alle aree collinari e montane.
«Per chi vive nei piccoli Comuni dell’Appennino piacentino, la disponibilità di un servizio sulla carta non significa necessariamente poterlo utilizzare. Distanze, trasporti, personale e organizzazione territoriale possono fare la differenza tra un’assistenza realmente accessibile e una prestazione che rimane soltanto teorica».
Tagliaferri conclude: «Non contestiamo che la Regione abbia stanziato più risorse. Chiediamo che sappia dimostrare come saranno impiegate e quali risultati produrranno. Perché le famiglie non hanno bisogno di assistere alla gara degli annunci: hanno bisogno di assistenza, risposte e servizi che funzionino.»
Accesso agli atti – Fondo regionale per la non autosufficienza 2026

